Due crolli in ventiquattro ore hanno interessato il Monte Pelmo, nelle Dolomiti. L’ultimo distacco franoso si è verificato nella giornata di domenica sul versante rivolto verso Borca di Cadore, nel Bellunese, in un’area adiacente al Rifugio Città di Fiume. L’episodio ha richiamato l’attenzione sulla sicurezza dei percorsi frequentati dagli escursionisti.
Il nuovo distacco vicino al rifugio
A riferire del fenomeno è Mario Fiorentini, gestore del rifugio, secondo il quale la situazione prosegue dal mese di maggio. «Abbiamo avuto diversi distacchi, ma in qualche modo nel corso degli anni ci siamo abituati», ha spiegato, descrivendo il Pelmo come «un monte in eterno movimento». Le sue parole si riferiscono alla frequenza dei cedimenti osservati nella zona, senza tuttavia fornire una valutazione tecnica sull’ultimo episodio.
La notizia del nuovo crollo è arrivata nel pomeriggio al neo sindaco di Borca di Cadore, Luca Olivotto. Il Comune sta monitorando l’evoluzione della situazione e ha annunciato che lunedì mattina avrebbe valutato l’eventuale chiusura dei sentieri sottostanti o di quelli adiacenti all’area interessata dal distacco.
Il parere del geologo
Per il geologo Luca Salti, la frequenza di crolli localizzati su una parete ampia come quella del Pelmo non deve essere sottovalutata. Secondo la sua valutazione, episodi di questo tipo possono rappresentare, come avrebbero dimostrato alcuni casi storici, segnali di deformazioni del substrato anche di grandi dimensioni.
«La roccia lavora sempre, si dilata, frattura e si evolve», ha osservato Salti. Per questo, a suo giudizio, è opportuno interdire il passaggio sui sentieri e sulle vie sottostanti fino al completamento di eventuali verifiche. Tra gli accertamenti indicati rientrano anche un possibile sorvolo in elicottero e controlli periodici, necessari per valutare l’evoluzione dello stato deformativo e verificare un eventuale miglioramento.
La decisione sulle possibili limitazioni alla percorrenza spetta ora alle autorità locali, sulla base del monitoraggio dell’area e degli approfondimenti tecnici. Nel frattempo, il nuovo distacco riporta in primo piano la necessità di valutare con attenzione l’accesso ai percorsi che si trovano sotto o vicino al versante interessato dai crolli.