ALLARME CARBURANTE

Ritardo nei rifornimenti negli aeroporti del Nord: scatta il piano d’emergenza

Una nave cisterna non arriva nei tempi previsti e spinge il fornitore Air Bp a razionare il jet fuel per i voli a corto e medio raggio

Ritardo nei rifornimenti negli aeroporti del Nord: scatta il piano d’emergenza

Un intoppo nella catena di approvvigionamento logistico sta causando una temporanea carenza di carburante per aerei in diversi scali settentrionali. Gli aeroporti coinvolti dalle prime misure di contenimento sono quelli di Bologna, Milano Linate, Venezia e Treviso.

La criticità è emersa nella giornata di martedì 14 luglio 2026 a causa del mancato attracco nei tempi prestabiliti di una nave cisterna carica di cherosene avio. Il carico era destinato ai depositi di Air Bp, colosso dell’energia e principale fornitore di carburante sul territorio nazionale. Questo imprevisto logistico si innesta in un quadro globale già reso instabile dalle costanti tensioni geopolitiche che penalizzano i trasporti marittimi e la distribuzione delle risorse energetiche.

Air Bp chiede il razionamento del cherosene

Per gestire la temporanea indisponibilità senza bloccare il traffico aereo, Air Bp ha contattato i vettori clienti invitandoli a limitare il carico di carburante a bordo degli aeromobili.

Inizialmente la società ha valutato la pubblicazione di un NOTAM, il bollettino ufficiale per le informazioni aeronautiche di sicurezza, che avrebbe imposto restrizioni formali a tutti i vettori. Successivamente, si è preferito procedere attraverso accordi diretti e privati con i singoli vettori, una strategia mirata a evitare allarmismi tra i passeggeri e a gestire la flessibilità operativa in modo controllato.

Voli europei sotto la soglia dei duemila litri

Il piano di razionamento si concentra esclusivamente sui collegamenti europei di corto e medio raggio, con tempi di percorrenza inferiori alle tre ore. Per queste tratte, il fornitore ha fissato un tetto massimo di 2.000 litri di carburante erogabile per ciascun velivolo, quantitativo che assicura circa centoventi minuti di volo.

Le limitazioni non si applicano ai voli a lungo raggio, ai voli di Stato e ai trasporti sanitari d’urgenza. Le compagnie aeree che necessitano di un carico superiore possono comunque rivolgersi a fornitori terzi presenti negli stessi scali o, in alternativa, effettuare il rifornimento completo (tankering) nell’aeroporto di partenza prima di giungere in Italia.

Operatività e sicurezza garantite negli scali

Le direzioni aeroportuali e l’Ente nazionale per l’aviazione civile rassicurano che la sicurezza dei voli rimane garantita. Le riserve di emergenza obbligatorie previste dai regolamenti internazionali non hanno subito variazioni e la continuità del servizio è presidiata da operatori alternativi.

Presso l’aeroporto Marconi di Bologna, la società di rifornimento Carboil sta operando a pieno regime. Non registrando alcuna carenza nei propri depositi, il secondo operatore dello scalo sta sopperendo alle richieste extra dei vettori partner. Al momento, la situazione non registra cancellazioni di voli o ritardi significativi imputabili alla mancanza di jet fuel, sebbene il monitoraggio delle scorte rimanga costante in attesa del ripristino delle regolari rotte della nave cisterna.

Le fragilità geopolitiche colpiscono il trasporto aereo

L’episodio evidenzia nuovamente la vulnerabilità delle rotte energetiche globali. I frequenti conflitti in Medio Oriente continuano a rallentare la navigazione mercantile, allungando i tempi di transito delle materie prime destinate all’Europa.

Secondo quanto ricostruito dagli addetti ai lavori, Air Bp non ha ricevuto lo stock di idrocarburi pianificato per la metà del mese, rendendo indispensabile l’adozione delle quote di consumo. Le compagnie aeree, i gestori degli aeroporti e le autorità di controllo mantengono un canale di comunicazione aperto per coordinare le operazioni di rifornimento fino alla normalizzazione della catena distributiva.