È morta anche la bambina di sette mesi rimasta intossicata dal monossido di carbonio nella casa di via Bocca d’Enza, a Parma. La neonata era stata soccorsa ancora in vita e trasferita in ospedale, ma le sue condizioni si sono aggravate fino al decesso avvenuto questa mattina.
La tragedia ha coinvolto una famiglia originaria del Senegal, residente da diversi anni nel Parmense e trasferitasi da poco nell’abitazione. Il padre, 35 anni, e la madre, 32, sarebbero morti probabilmente nel sonno a causa delle esalazioni sprigionatesi all’interno della casa.
La stufa nella camera
Secondo una prima ricostruzione, per riscaldare la camera da letto sarebbe stata utilizzata una stufa a legna. Proprio dall’apparecchio, in base alle informazioni disponibili, si sarebbero sprigionati i fumi che hanno provocato l’intossicazione da monossido di carbonio.
Il gas, inodore e potenzialmente letale, avrebbe raggiunto la stanza mentre i due adulti dormivano. Le circostanze sono ricostruite sulla base dei primi elementi emersi dopo l’intervento dei soccorritori; il testo non fornisce ulteriori dettagli su eventuali verifiche tecniche o accertamenti sull’impianto di riscaldamento.
Il trasferimento in ospedale
La piccola è stata soccorsa ancora in vita e portata inizialmente al centro iperbarico dell’ospedale di Vaio, a Fidenza. In seguito è stata trasferita al reparto di terapia intensiva pediatrica dell’ospedale Maggiore di Parma, dove è deceduta questa mattina.
La morte della bambina completa il bilancio della tragedia avvenuta nell’abitazione di via Bocca d’Enza. I genitori, secondo la prima ricostruzione, non si sarebbero accorti della presenza del gas e sarebbero deceduti nel sonno. La vicenda resta legata agli accertamenti sulle cause della fuoriuscita e sull’utilizzo della stufa.