Toni giudiziari

Scontro in tv sulla revisione del caso Garlasco

Il difensore di Alberto Stasi contesta dichiarazioni prive di riscontri e invoca interventi severi

Scontro in tv sulla revisione del caso Garlasco

Antonio De Rensis, legale di Alberto Stasi, ha definito «gravissimo» e «inaudito» quanto riferito in televisione dall’opinionista Grazia Longo a proposito di presunte pressioni su un magistrato nell’ambito della revisione del processo per l’omicidio di Chiara Poggi. L’intervento è avvenuto durante la trasmissione Lo Stato delle Cose, condotta da Massimo Giletti e trasmessa su Rai 3 il 27 ottobre 2026.

La vicenda riguarda il delitto di Garlasco, avvenuto nell’agosto del 2007, per il quale Stasi è l’unico condannato in via definitiva. Nel corso del blocco dedicato al caso, De Rensis ha chiesto di poter intervenire per contestare le dichiarazioni pronunciate da Longo alcuni giorni prima durante Quarto Grado.

La contestazione dell’avvocato

«Venerdì è avvenuto un fatto di una gravità inaudita», ha detto il difensore rivolgendosi al conduttore. De Rensis ha premesso di ritenere corretto il comportamento di Gianluigi Nuzzi, sostenendo che il conduttore di Quarto Grado non avrebbe dato ulteriore spazio alle affermazioni contestate. Secondo l’avvocato, invece, un’opinionista avrebbe parlato su una rete nazionale di informazioni prive di prove.

Il riferimento, ha chiarito De Rensis rispondendo a una domanda di Giletti, era a Grazia Longo. L’avvocato ha spiegato che in televisione sarebbe stata prospettata l’ipotesi secondo cui la massima autorità della Procura del distretto della Corte d’Appello di Milano, definita da De Rensis un magistrato di grande levatura, avrebbe subito pressioni in relazione alla revisione del procedimento.

La richiesta di provvedimenti

Per il legale di Stasi, una simile affermazione, se non accompagnata da elementi di prova, rappresenterebbe un fatto «destabilizzante per il nostro equilibrio giudiziario». De Rensis ha quindi dichiarato di aspettarsi provvedimenti durissimi, senza tuttavia indicare nel corso dell’intervento quali autorità dovrebbero adottarli o nei confronti di chi.

Rivolgendosi ancora al pubblico, l’avvocato ha sostenuto che i cittadini non dovrebbero essere portati a credere che un magistrato di quel livello possa essere sottoposto a pressioni. Ha poi definito «allucinante» quanto riferito durante la trasmissione. Il confronto televisivo si è così concentrato sulle modalità con cui vengono diffuse informazioni riguardanti l’iter giudiziario e sulle conseguenze che dichiarazioni non documentate potrebbero avere sulla fiducia nelle istituzioni.

Alberto Stasi resta il condannato in via definitiva per l’omicidio di Chiara Poggi. Nel servizio non vengono riportati ulteriori elementi sull’eventuale esistenza di provvedimenti già adottati né sull’effettivo avvio di una revisione del processo. Il contenuto dell’intervento di De Rensis è stato dunque una contestazione pubblica delle parole attribuite a Longo e una richiesta di reazione rispetto alle presunte pressioni sul magistrato.