Per anni, secondo il racconto della madre, Tania Terrin sarebbe rimasta intrappolata in una relazione segnata da aggressioni, minacce e controlli. La donna, 39 anni, è stata trovata morta nella sua abitazione nel Veneziano. L’ex compagno Dino Keber, 43 anni, è stato indicato come il probabile autore dell’omicidio e, dopo il delitto, si è tolto la vita impiccandosi nel suo appartamento di Dolo.
A ricostruire la vicenda è Mariella Forner, madre della vittima, che ha parlato delle numerose denunce presentate nel tempo e dei continui tentativi di Tania di interrompere il rapporto. La coppia, insieme da circa due anni, si sarebbe lasciata e riavvicinata più volte. La prima aggressione, ha riferito la donna, sarebbe avvenuta con un pugno, graffi e una lesione a un timpano. Dopo ogni separazione, Keber sarebbe tornato a cercare l’ex compagna, che spesso lo avrebbe perdonato.
Denunce, minacce e controllo
Nel racconto della madre compaiono messaggi insistenti, telefonate, scenate di gelosia, controlli del telefono e pedinamenti. Forner ha dichiarato che la famiglia avrebbe presentato sette o otto denunce: tre a suo nome, tre depositate da Tania dai carabinieri e altre due o tre da parte del padre della donna. Nei confronti dell’uomo ci sarebbe stato anche un ammonimento del questore.
La madre ha inoltre raccontato un episodio avvenuto ad aprile, quando Tania avrebbe deciso di querelare l’ex dopo essere stata aggredita. Secondo la ricostruzione riferita dalla donna, Keber l’avrebbe convinta a tentare nuovamente la relazione e, durante un incontro nella sua abitazione, le avrebbe stretto le mani al collo fino a farle perdere i sensi. Forner ha sollevato anche il tema del braccialetto elettronico, sostenendo che l’uomo non fosse stato obbligato a indossarlo nonostante le denunce.
Secondo la madre, Keber avrebbe usato più volte anche la minaccia del suicidio per condizionare Tania. Da tempo, ha riferito, l’uomo avrebbe preparato un cappio con una corda e lo avrebbe mostrato all’ex compagna ogni volta che lei cercava di interrompere il rapporto. La madre di Keber, sempre secondo il racconto di Forner, avrebbe invitato Tania ad allontanarlo, sostenendo che il figlio non riusciva a farlo da solo. La stessa donna avrebbe parlato di analoghe difficoltà avute dall’uomo con altre compagne.
Le ultime ore
Il 14 agosto, mentre si trovava a Rimini con alcuni amici, Keber avrebbe inviato a Tania numerosi messaggi e telefonate. Il giorno successivo la donna avrebbe raccontato alla madre di non aver dormito. Nel pomeriggio di Ferragosto le due si sarebbero viste fino alle 17. Tania aveva detto che forse sarebbe andata a una festa, ma in seguito la madre avrebbe scoperto che era rimasta in casa.
Forner ha riferito che l’ultimo accesso di Tania a WhatsApp risale alle 23.45 di sabato sera. Quando, tra le 17 e le 18 del giorno seguente, la madre è arrivata davanti all’abitazione, nessuno ha risposto. Dopo la chiamata ai carabinieri, una pattuglia arrivata da Stra è riuscita a entrare passando dalla terrazza di una vicina. La luce era accesa e una finestra risultava aperta.
All’interno, i militari avrebbero trovato il corpo della 39enne privo di vita sul divano. La madre, rimasta fuori dall’abitazione, ha detto di aver intravisto Tania con un abito rosso e di aver capito subito che era morta. La donna ha infine riferito che i carabinieri le avrebbero detto che la figlia non aveva segni di difesa, ma la dinamica dell’uccisione resta affidata agli accertamenti. Keber è stato trovato morto poco dopo nel suo appartamento di Dolo.