Un infermiere è stato arrestato a Verona a due anni dalla morte della moglie Jessica. Secondo l’accusa, la donna sarebbe stata uccisa attraverso la somministrazione di insulina.
Le parole dopo il decesso
Dopo la morte della moglie, Nadir Rossi si era mostrato disperato e aveva parlato pubblicamente del dolore per la perdita. Aveva detto di voler andare avanti per la figlia Aurora, indicata da Jessica come il primo dei desideri affidati alle sue memorie. Quelle dichiarazioni erano state pronunciate in un momento segnato dalla sofferenza e dalla ricostruzione degli ultimi giorni della donna.
Rossi aveva inoltre raccontato che Jessica sapeva quanto potesse essere grave la sua situazione. Il riferimento riguardava l’ultima dimissione dall’ospedale, avvenuta dopo una crisi ipoglicemica. In quell’occasione, secondo il racconto dell’uomo, la moglie gli avrebbe consegnato un testo con le proprie memorie, inizialmente interpretato come una battuta e poi rivelatosi, a suo dire, un messaggio importante.
L’arresto a due anni dai fatti
A distanza di due anni, l’arresto modifica il significato delle dichiarazioni rese allora. L’uomo, che si era presentato come il coniuge colpito dalla perdita e determinato a occuparsi della figlia, è ora accusato di avere provocato il decesso della moglie usando insulina. Si tratta di un’accusa che dovrà essere verificata nell’ambito del procedimento giudiziario.
La vicenda si concentra dunque su due momenti distinti: da una parte il racconto pubblico seguito alla morte di Jessica, con il richiamo alla crisi ipoglicemica e al legame con la figlia; dall’altra il provvedimento eseguito oggi nei confronti dell’infermiere. Il testo disponibile non precisa la data esatta dell’arresto, l’autorità che lo ha disposto né gli eventuali elementi raccolti durante i due anni di accertamenti.
Resta centrale la ricostruzione delle cause del decesso e il chiarimento sul ruolo attribuito all’uomo. Fino agli esiti del procedimento, la responsabilità dovrà essere considerata un’ipotesi d’accusa e non un fatto definitivamente accertato.