Cinema e ufologia

Il nuovo film di Spielberg e l’ufologia: tra realtà e finzione

Il film di Spielberg suscita dibattiti sull'esistenza di extraterrestri.

Il nuovo film di Spielberg e l’ufologia: tra realtà e finzione

Il nuovo film di Steven Spielberg, “Disclosure Day“, in uscita il 10 giugno in Italia, sta suscitando un forte interesse tra gli appassionati di ufologia. Per alcuni, non si tratta solo di un’opera cinematografica, ma di una possibile rivelazione riguardante l’esistenza di extraterrestri, con il regista che sembra avere informazioni riservate da condividere attraverso il suo lavoro. Le discussioni sui social media, in particolare su X e Reddit, evidenziano una convinzione diffusa che il film possa essere basato su eventi reali, rappresentando un apice di quella che viene definita una “disclosure” pilotata.

Il contesto attuale dell’ufologia è particolarmente fertile, grazie alla recente desecretazione di documenti governativi statunitensi riguardanti oggetti non identificati, avvenuta dopo le audizioni al Congresso di ex agenti dell’intelligence e il programma PURSUIT voluto da Trump. Questo clima di crescente interesse verso il fenomeno UFO ricorda l’impatto che ebbe nel 1938 un radiodramma di Orson Welles sull’invasione marziana, che generò panico tra il pubblico americano. Oggi, in un contesto di crisi internazionali, se Spielberg dovesse annunciare nel film la data del primo contatto, molti potrebbero non prestare attenzione, ma per la comunità ufologica, questo è un momento cruciale.

Il film e la sua narrativa

“Disclosure Day” racconta la storia di un funzionario della cybersicurezza che scopre prove dell’esistenza di alieni e di una cospirazione governativa per nasconderle. Le recensioni iniziali sono entusiaste, descrivendo il film come un racconto di verità sepolte e istituzioni opache, creando un terreno fertile per il sospetto che possa essere tutto reale. Questo ha portato alla nascita del concetto di “soft disclosure” o “predictive programming”, secondo cui il film serve ad abituare il pubblico a una verità troppo grande per essere rivelata in un colpo solo, un piano che vedrebbe Spielberg coinvolto da decenni.

Il regista ha una lunga storia di interazione con il tema ufologico. Per il suo film del 1977, “Incontri ravvicinati del terzo tipo”, ha dedicato anni a raccogliere avvistamenti e a interagire con ex militari convinti di un insabbiamento. Il suo consulente era J. Allen Hynek, un astronomo che ha guidato il Project Blue Book, un’indagine ufficiale dell’aeronautica americana sugli UFO. Nonostante il suo approccio basato su resoconti reali, non tutti nella comunità ufologica hanno accolto positivamente il film, temendo che la rappresentazione cinematografica potesse contaminare le testimonianze.

Riflessioni sul fenomeno

Un aspetto interessante è che, dopo l’uscita di “Incontri ravvicinati del terzo tipo”, le segnalazioni di avvistamenti UFO sono diminuite, secondo l’ufologa Jenny Randles, che ha suggerito che il film ha spostato l’interesse dal cielo allo schermo. Tuttavia, per i credenti, questo dato diventa una conferma: se un film può ridurre gli avvistamenti, allora ha un impatto più profondo. Spielberg stesso ha raccontato che dopo una proiezione di “E.T.” alla Casa Bianca nel 1982, Ronald Reagan si alzò e disse: «Ci sono persone qui che sanno che tutto quello sullo schermo è assolutamente vero». Questo ha alimentato l’idea che Spielberg possa essere un cantore profetico, pronto a rivelare verità nascoste.

In un’epoca segnata da sfiducia verso le istituzioni, il film “Disclosure Day” si inserisce in un contesto in cui il pubblico è sempre più aperto a credere in verità nascoste. La narrativa degli alieni si è evoluta, e oggi il tema centrale è la loro rivelazione. Con i documenti Epstein che hanno confermato l’esistenza di reti di potere segrete, l’idea che verità importanti possano essere rivelate non è più solo fantasia. In questo clima di incertezze, il film di Spielberg si presenta come un’opera che potrebbe rispondere a domande profonde e inquietanti.