Sperimentazione rurale

Ritorno alla terra: opportunità nelle aree marginali

Le aree interne si trasformano in laboratori per un futuro sostenibile.

Ritorno alla terra: opportunità nelle aree marginali

Le aree interne d’Italia non sono solo luoghi di nostalgia, ma veri e propri laboratori per immaginare un futuro diverso, attorno e sulla terra. “Le zone marginali sono, potenzialmente, aree di sperimentazione. Sperimentare significa avere la libertà di poter fallire e di trovare linguaggi nuovi”, afferma Tiziana Colluto, co-fondatrice di Casa delle AgriCulture a Castiglione d’Otranto. La difficoltà di accesso ai terreni è un tema comune per Colluto, Antonio Pellegrino e molti altri che cercano di ripristinare queste aree. Questo problema evidenzia la fatica delle istituzioni nel riconoscere e supportare queste iniziative.

“Ci siamo resi conto che da ricostruire c’era soprattutto il rapporto con quello che ci circondava. Le montagne non si muovono, ma si fanno attraversare. Era da ritrovare la capacità dello stare, a partire da cose apparentemente banali come l’acqua, la terra o mangiare il proprio pane”, spiega Pellegrino, socio fondatore della cooperativa sociale Terre di Resilienza sull’Appennino cilentano.

Costruire comunità

Nel 2013, Tiziana Colluto e un gruppo di amici fondano l’associazione Casa delle AgriCulture per affrontare l’abbandono del territorio. Non per nostalgia, ma per dare alla comunità la possibilità di alimentarsi in modo etico e cercare risposte collettive. “Non sappiamo ancora se la terra sia il fine o il mezzo. Forse è entrambe le cose”, continua Colluto. La scelta di restare in una zona marginale implica affrontare quotidianamente la mancanza di diritti e opportunità.

“Non si tratta di tornare al passato, ma di valorizzare ciò che c’era già, attualizzandolo al contesto moderno”, conclude Colluto. Casa delle AgriCulture è diventata cooperativa agricola e ha aperto nel 2019 un mulino di comunità per macinare i propri grani e costruire nuove reti. Questo mulino è un avamposto agricolo e sociale, un esempio di come si possa rifondare una comunità attorno alla terra.

Accesso ai terreni e nuove iniziative

La questione dell’accesso ai terreni è cruciale. In cinquant’anni, il 30% delle superfici agricole è andato perduto, secondo Ispra 2024. Tuttavia, ci sono anche storie di rinascita, come quella di Alfonso e Damiano Pontillo, fondatori di Lazy Farm, un laboratorio agricolo in provincia di Benevento. “Il ritorno è stato bello, ci ha permesso di guardare al territorio in maniera diversa”, afferma Damiano. La loro iniziativa mira a recuperare l’orto e coltivare in modo sostenibile, contribuendo così alla rinascita delle aree marginali.