Premi e riconoscimenti

Successo italiano ai World Food Photography Awards 2026

Michela Balboni e Sofia Carrara brillano ai World Food Photography Awards 2026.

Successo italiano ai World Food Photography Awards 2026

Ai World Food Photography Awards 2026 brillano due nomi legati a Gastronomika: Michela Balboni e Sofia Carrara. Balboni ha conquistato il primo posto nella categoria Food for the Family con un reportage pubblicato sulla copertina del primo numero di GK Magazine, mentre Carrara è stata premiata tra gli autori della competizione mondiale dedicata alla fotografia del cibo.

Tra quasi 9.000 fotografie provenienti da oltre 50 Paesi, l’Italia si distingue ai World Food Photography Awards, il concorso internazionale più prestigioso nel settore. La vittoria di Michela Balboni, in collaborazione con Federico Borella, è stata ottenuta con l’immagine The Final Touch, che fa parte di un reportage sulla produzione del pane a Samarcanda. La fotografia ritrae un bambino che osserva il pane appena sfornato, un’immagine che va oltre la semplice rappresentazione del cibo, raccontando una storia di infanzia e relazioni.

Riconoscimenti e significato del cibo

Balboni ha commentato la sua vittoria esprimendo gratitudine verso la famiglia che ha condiviso la propria quotidianità e tradizioni. “Ciò che rende questa immagine particolarmente speciale è la storia che c’è dietro”, ha dichiarato. La giuria internazionale del concorso ha confermato la scelta editoriale di Gastronomika, sottolineando come alcune storie riescano a parlare un linguaggio universale quando raccontate con sensibilità.

Accanto a Balboni, anche Sofia Carrara si è distinta con l’opera Daikon with Small Twigs, selezionata tra le immagini Highly Commended nella categoria dedicata agli studenti. Questo riconoscimento evidenzia la sua capacità di esplorare il rapporto tra cibo e natura in un contesto internazionale di alto livello.

La vincitrice assoluta del concorso è stata la fotografa britannica Jo Kearney con l’opera A Woman Eats in the Canteen of the Soviet-era Sanatorium, realizzata in Tagikistan. L’Italia ha ottenuto diversi riconoscimenti anche con altri fotografi come Marina Spironetti, Valentina Bollea, Diego Papagna, Michele Fini, Lollo Neri, Diego Marinelli e Pier Luigi Dodi, confermando la sua presenza significativa nel panorama della fotografia del cibo.

Le gallerie dei finalisti mostrano che il centro della narrazione non è il piatto in sé, ma le persone, i territori e le relazioni che rendono possibile la produzione alimentare. Gastronomika sostiene da anni che raccontare il cibo significa raccontare la società, e i riconoscimenti ottenuti dimostrano che la fotografia più interessante indaga il significato nascosto dietro gesti quotidiani e tradizioni condivise.