La Commissione europea riconosce agli Stati membri un certo margine nella gestione della liquidità collegata ai prestiti del Piano nazionale di ripresa e resilienza. L’apertura è stata ribadita dal commissario all’Economia Valdis Dombrovskis al termine dell’Ecofin informale di Dublino, il 19 settembre 2026, e può sostenere l’ipotesi di utilizzare le somme risparmiate per finanziare l’esenzione dal bollo nel 2027 per le utilitarie e i motocicli.
La posizione espressa dal commissario europeo è sostanzialmente in linea con quanto riferito il giorno precedente dal ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti. Secondo il ministro, le risorse derivanti dai risparmi ottenuti nell’impiego dei prestiti della Recovery and Resilience Facility possono essere destinate legittimamente a coprire la misura fiscale prevista per il prossimo anno.
Il margine nella gestione delle risorse
Rispondendo alle domande dei giornalisti, Dombrovskis ha spiegato che la Recovery and Resilience Facility è uno strumento basato sulle prestazioni e non sui costi. Gli Stati membri concordano con l’Unione piani nazionali composti da investimenti e riforme; la Commissione verifica quindi il raggiungimento delle tappe fondamentali e l’attuazione degli interventi, senza collegare necessariamente ogni pagamento alla spesa sostenuta nello stesso momento.
Per questo motivo, ha osservato il commissario, i flussi dei pagamenti possono non coincidere perfettamente con i costi o con l’andamento della spesa nei singoli Paesi. Dombrovskis ha precisato di dover verificare nel dettaglio le parole di Giorgetti, ma ha riconosciuto la probabile esistenza di un certo margine nella gestione della liquidità del piano. L’eventuale applicazione dell’esenzione per il 2027 resta dunque legata alla definizione delle modalità con cui le risorse potranno essere utilizzate.
Il fabbisogno finanziario dell’Ucraina
Nel corso della conferenza stampa, il commissario ha affrontato anche le prospettive finanziarie dell’Ucraina. Le precedenti proiezioni sul fabbisogno per il 2027 erano state elaborate ipotizzando la fine della guerra con la Russia nello stesso anno. Oggi, ha spiegato Dombrovskis, questa eventualità appare meno probabile e aumenta il divario tra le risorse disponibili per lo Stato ucraino e le necessità finanziarie.
Il commissario ha parlato di un quadro ancora caratterizzato da estrema incertezza e della necessità di ulteriori valutazioni. Quanto al prestito europeo da 90 miliardi di euro, ha ricordato che le sue caratteristiche lo rendono simile a un trasferimento e che lo spazio per nuovi prestiti è limitato. Per questo l’Unione europea continua a lavorare con i partner internazionali con l’obiettivo di aumentare i finanziamenti destinati all’Ucraina.