Le Borse europee hanno chiuso l’ultima seduta della settimana senza una direzione univoca. Milano si è distinta in negativo, con una flessione di circa un punto percentuale, mentre Francoforte ha registrato a sua volta un calo. Londra ha guadagnato poco più dello 0,1 per cento e Parigi si è mantenuta intorno alla parità.
Piazza Affari sotto pressione
A Piazza Affari le vendite hanno colpito soprattutto il comparto bancario. Sono arretrati Mps, Intesa Sanpaolo e Mediobanca, nel giorno successivo all’assemblea dell’istituto senese, che ha di fatto spianato la strada all’offerta di Ca’ de Sass. Il movimento ha contribuito alla debolezza del listino milanese, già appesantito dall’andamento negativo di altri titoli.
In calo anche i titoli tecnologici, penalizzati dai ribassi generalizzati del settore. La debolezza ha interessato anche i principali mercati asiatici, con l’eccezione di Hong Kong. Tokyo ha lasciato sul terreno oltre il 2 per cento, mentre Seoul ha perso quasi il 3 per cento, confermando la pressione sugli investimenti legati al comparto tecnologico.
Attesa per Wall Street
Dopo la chiusura negativa della seduta precedente a Wall Street, i futures hanno indicato un’avvio ancora debole per i mercati statunitensi, in particolare per il Nasdaq. A pesare sulle prospettive sono stati i risultati di Amazon e Intel, giudicati inferiori alle attese. Nel pre-market il titolo Intel è arrivato a perdere oltre il 25 per cento.
Sul fronte delle materie prime, il petrolio è tornato sotto pressione. Il prezzo del Brent è salito di oltre il 2 per cento rispetto alla giornata precedente, superando la soglia dei 117 dollari al barile.
Movimento opposto per il mercato delle criptovalute. Il Bitcoin è sceso a poco più di 77.500 dollari dopo il grave attacco hacker subito da Binance, indicata nel testo come la più grande piattaforma mondiale di trading di criptovalute. La notizia ha aggiunto ulteriore volatilità a una seduta già caratterizzata dall’incertezza sui listini azionari e dalla debolezza dei titoli tecnologici.