In alcuni settori, le aziende nazionali mostrano difficoltà rispetto ai concorrenti esteri, ma se non si tratta di settori strategici, non ha senso sostenerle con aiuti di Stato. Questo è il tema centrale dell’editoriale dell’Istituto Bruno Leoni, che analizza la situazione attuale del mercato dei giocattoli in Italia.
Il 2 aprile 2025, Donald Trump proclamò il “liberation day”, imponendo dazi su una vasta gamma di prodotti. Questo evento suscitò un acceso dibattito sulla stampa italiana ed europea, con molti commentatori che difendevano i benefici del libero scambio. Tuttavia, un anno dopo, la Corte Suprema degli Stati Uniti dichiarò incostituzionale la misura, portando a un generale sollievo tra gli osservatori. Ma quando si parla di Cina, molti esperti italiani sembrano riprendere le stesse argomentazioni di Trump.
Il mercato dei giocattoli e la concorrenza cinese
La Cina, con la sua economia mista e il sostegno statale alle aziende nazionali, rappresenta un fenomeno complesso. Tuttavia, ritenere che questo giustifichi misure restrittive sul commercio internazionale è un errore. L’Europa ha abbandonato da tempo il tentativo di limitare gli aiuti di Stato, utilizzandoli invece in modo sempre più ampio. Inoltre, in molti casi, i prodotti cinesi sono tecnologicamente superiori ai nostri, rendendo difficile giustificare l’importazione solo come conseguenza di distorsioni commerciali.
Nel settore dei giocattoli, i produttori cinesi hanno conquistato quote di mercato significative. Aziende come Giochi Preziosi, un tempo leader nel settore, ora si trovano in difficoltà. Nel 2025, la società ha registrato una perdita di 97 milioni di euro e un debito di 410 milioni. Il proprietario, Enrico Preziosi, sembra pronto a cedere il controllo a un’azienda cinese, la Superhisen. Questo solleva interrogativi sulla necessità di proteggere le aziende nazionali.
La questione della protezione delle imprese
È difficile sostenere che la cessione di Giochi Preziosi rappresenti un male per l’Italia. Potrebbe essere l’unica soluzione per salvare un’azienda altrimenti destinata alla bancarotta. Inoltre, l’idea che la perdita del controllo su Cicciobello possa avere un impatto significativo sul futuro del Paese è discutibile. Giochi Preziosi ha avuto un ruolo innovativo nel settore, ma ha anche mostrato incapacità di adattarsi alle nuove dinamiche di mercato.
Interventi per impedire l’ingresso di investitori stranieri, magari utilizzando denaro pubblico, rappresenterebbero un’aggressione ai risparmi degli italiani. Quando si parla di “invasori stranieri” e della necessità di proteggere le nostre imprese, è importante considerare l’impatto economico reale e non farsi influenzare da retoriche nazionaliste.