L’intelligenza artificiale (IA) ha ormai conquistato un posto di rilievo nelle strategie delle imprese italiane, ma la vera sfida è rappresentata dalla capacità di integrarla nei processi aziendali. Secondo una ricerca dell’Osservatorio “Pronti a competere?”, realizzata da Lenovo in collaborazione con il Comitato Triregionale dei Giovani Imprenditori di Confindustria e presentata al Convegno di Rapallo, solo il 18,7% delle aziende utilizza l’IA in modo strutturato. Questo dato evidenzia un divario significativo tra la consapevolezza del potenziale dell’IA e la sua effettiva applicazione nelle aziende.
Oltre l’82,4% delle imprese intervistate non si sente pronta a sfruttare appieno le opportunità offerte dall’IA, mancando delle competenze necessarie. Nonostante ciò, il 43,3% degli imprenditori considera l’IA un fattore di crescita fondamentale, e il 67,5%% prevede che diventerà indispensabile per la competitività nei prossimi tre anni. Tuttavia, solo una piccola percentuale ha già implementato l’IA nei propri processi.
Il nodo della competenza
La ricerca mette in luce la difficoltà delle aziende nel tradurre la consapevolezza dell’importanza dell’IA in azioni concrete. Enza Truzzolillo, amministratore delegato di Lenovo Italia, sottolinea che la competitività non è limitata dalla tecnologia, ma dalla capacità di adottarla e governarla. In un contesto globale sempre più competitivo, la gestione dell’adozione dell’IA diventa cruciale per il futuro del Made in Italy.
Nonostante le difficoltà, il 79,5% degli imprenditori ha un atteggiamento positivo nei confronti dell’IA, associandola a sentimenti di opportunità e fiducia. Inoltre, il 60,7% prevede di aumentare gli investimenti nel settore nei prossimi 12-24 mesi. Circa il 30% degli intervistati ritiene che l’IA cambierà profondamente il proprio settore entro tre anni.
Le sfide future
Le aziende italiane si trovano ad affrontare un contesto economico complesso, caratterizzato da incertezze macroeconomiche e difficoltà nel reperire competenze specializzate. Il 38,2% degli intervistati identifica la perdita di competitività come il principale rischio legato alla mancata adozione dell’IA. Maria Anghileri, presidente dei Giovani Imprenditori di Confindustria, evidenzia l’importanza di diffondere conoscenza e consapevolezza sull’IA come leva per la crescita futura.
Anghileri sottolinea che l’Italia ha un patrimonio unico di dati industriali e competenze, che deve essere valorizzato attraverso l’integrazione dell’IA. La sfida è trasformare questa rivoluzione tecnologica in un vantaggio competitivo reale, affrontando i rischi e cogliendo le opportunità. La fotografia che emerge da Rapallo è quella di un sistema imprenditoriale consapevole dell’importanza dell’IA, ma ancora in ritardo rispetto ad altri Paesi europei.