Economia agricola

Masiello (Coldiretti): l’intesa sul tabacco ha trasformato la filiera

A Verona il vicepresidente Coldiretti difende il partenariato con Philip Morris e chiede norme equilibrate contro il fumo

Masiello (Coldiretti): l’intesa sul tabacco ha trasformato la filiera

L’accordo di filiera tra Coldiretti e Philip Morris ha modificato i rapporti tra agricoltori e industria del tabacco, secondo Gennarino Masiello, vicepresidente nazionale di Coldiretti, presidente dell’Organizzazione nazionale tabacco Italia e presidente di Unitab Europa. Masiello ne ha parlato a Verona, durante la seconda tappa del roadshow Da 15 anni nei territori, guardando al futuro, promosso dalle due organizzazioni.

L’incontro si è svolto al Mercato Campagna Amica e rientra nelle iniziative per ricordare i 15 anni dall’accordo di filiera sottoscritto con il Ministero dell’Agricoltura. Per Masiello, l’intesa ha introdotto un rapporto diretto tra produttori agricoli e una multinazionale, riducendo gli sprechi e le inefficienze che, a suo giudizio, sottraevano valore lungo il percorso.

Il rapporto tra agricoltori e industria

Nel suo intervento, il presidente dell’Ont ha sostenuto che il modello non si limita al tradizionale meccanismo di domanda e offerta. Si tratta invece, ha spiegato, di un partenariato tra gli attori della filiera, chiamati a decidere insieme obiettivi e modalità operative. La collaborazione viene quindi presentata come uno strumento per coordinare le diverse fasi della produzione e rafforzare il legame tra aziende agricole e industria.

Masiello ha inoltre rivendicato la capacità del comparto italiano di affrontare la transizione tecnologica ed ecologica, richiamando anche la sostenibilità del lavoro e l’adozione di buone pratiche. Nel suo intervento ha definito la filiera italiana già competitiva sul piano internazionale sotto il profilo dell’innovazione e della sostenibilità.

Il timore per le nuove regole

La parte più critica del discorso ha riguardato le politiche regolatorie. Masiello ha espresso preoccupazione per norme che, a suo avviso, potrebbero escludere intere filiere dalla competizione, con conseguenze particolarmente pesanti per la coltivazione italiana del tabacco.

Il riferimento è anche alla decisione del 2003 di eliminare gli aiuti al tabacco. Secondo Masiello, quella scelta avrebbe contribuito a ridurre la coltivazione in Europa, mentre il mercato sarebbe stato alimentato da prodotto proveniente da Paesi con standard qualitativi, a suo giudizio, diversi e inferiori. L’esponente agricolo ha chiesto un approccio normativo equilibrato e condiviso, capace di contrastare realmente il tabagismo senza penalizzare in modo indiscriminato le produzioni europee.

La lotta al consumo di fumo resta, nelle sue parole, l’obiettivo prioritario delle politiche pubbliche. Proprio per questo, Masiello ha sollecitato interventi costruiti con maggiore equilibrio e intelligenza, distinguendo il contrasto al tabagismo dagli effetti che le regole possono produrre sulla filiera agricola e industriale.