Mercati globali

Timori sull’IA, Wall Street perde 3.200 miliardi

Tokyo chiude a -5,96% dopo il calo dei titoli tecnologici statunitensi

Timori sull’IA, Wall Street perde 3.200 miliardi

Wall Street ha chiuso una seduta pesante, con una perdita stimata in 3.200 miliardi di dollari di capitalizzazione, mentre gli investitori hanno guardato con preoccupazione alle possibili conseguenze di un giro di vite sulla regolamentazione dell’intelligenza artificiale negli Stati Uniti. Il calo ha colpito soprattutto i titoli tecnologici, particolarmente esposti alle attese legate allo sviluppo dell’IA.

Il ribasso si estende ai mercati asiatici

La debolezza del listino statunitense si è riflessa sulle principali Borse asiatiche, dove le contrattazioni sono state avviate in ribasso nei mercati maggiormente esposti al settore tecnologico. Il movimento ha interessato in particolare Tokyo, che ha terminato la seduta con una flessione marcata.

A pesare sul sentiment degli investitori è stata anche la vittoria elettorale dei Democratici negli Stati Uniti. L’esito del voto ha alimentato i timori per un possibile inasprimento delle regole sull’intelligenza artificiale, contribuendo alla vendita dei titoli tecnologici a Wall Street e al successivo effetto di trascinamento sulle piazze asiatiche.

Nikkei sotto quota 60.000

L’indice di riferimento Nikkei ha perso il 5,96%, scendendo a quota 57.434,77 punti. La variazione equivale a una perdita di 3.643 punti e porta il listino sotto la soglia dei 60.000 punti per la prima volta in circa cinque mesi e mezzo.

Il ribasso ha riguardato una Borsa particolarmente sensibile all’andamento del comparto tecnologico e alle prospettive dell’industria legata all’intelligenza artificiale. La seduta di Tokyo si è quindi inserita in una fase di forte cautela, segnata dal riassetto delle aspettative degli operatori sulle future regole statunitensi per il settore.

Sul mercato valutario, intanto, lo yen si è rafforzato nei confronti del dollaro, portandosi a 157,80, e dell’euro, a 176,70. I dati sugli scambi valutari hanno accompagnato una giornata caratterizzata dall’arretramento dei listini tecnologici e dall’attenzione degli investitori agli sviluppi politici e normativi negli Stati Uniti.