Voto nordico

Andersson torna al governo dopo la vittoria di misura

La leader socialdemocratica dovrà mediare tra alleati divisi: i negoziati potrebbero durare settimane o mesi

Andersson torna al governo dopo la vittoria di misura

Dopo quattro giorni di scrutinio, Magdalena Andersson ha conquistato una vittoria di misura alle elezioni in Svezia. La coalizione di centrosinistra guidata dalla leader socialdemocratica ha superato il fronte di centrodestra del premier uscente Ulf Kristersson, al termine di uno spoglio segnato da margini ridottissimi e da una lunga attesa per la certificazione definitiva dei risultati.

Il presidente del Riksdag, il Parlamento svedese, dovrà ora affidare ad Andersson l’incarico di formare il nuovo governo. Il responso delle urne ha confermato le proiezioni della vigilia e restituito l’immagine di un Paese diviso quasi a metà. Per tutta la durata dello scrutinio, la distanza tra i due schieramenti è rimasta contenuta in pochi seggi.

Una maggioranza da costruire

A sostenere Andersson sono quattro partiti: Socialdemocratici, Verdi, Partito di Centro e Partito della Sinistra. La coalizione ha prevalso sui partiti che avevano appoggiato l’esecutivo conservatore di Kristersson, in carica dal 2022 anche grazie al sostegno esterno dei Democratici Svedesi guidati da Jimmie Åkesson.

La formazione del nuovo esecutivo si annuncia tuttavia complessa. Le forze che sostengono la premier incaricata hanno programmi non sempre conciliabili e, in particolare, i rapporti tra Partito di Centro e Partito della Sinistra restano difficili su diversi dossier. Secondo gli osservatori, la definizione dell’accordo di governo potrebbe richiedere settimane o mesi di trattative.

Il risultato è stato influenzato anche dall’arretramento della destra nazionalista di Åkesson. Il partito, cresciuto ininterrottamente a ogni elezione dal suo ingresso in Parlamento nel 2010, ha perso diversi punti percentuali rispetto al 2022. Il dato ha smentito le aspettative di un possibile sorpasso e di un ingresso tra le principali forze politiche del Paese.

Il cambio alla guida dell’esecutivo

Per Andersson si tratta di un ritorno alla guida del governo. La leader socialdemocratica aveva già ricoperto l’incarico tra il 2021 e il 2022, prima della sconfitta contro Kristersson, e ha trascorso i quattro anni successivi all’opposizione. Durante lo scrutinio aveva evitato di dichiarare anzitempo la vittoria, invitando alla prudenza fino alla conclusione delle verifiche, ma aveva promesso ai sostenitori la nascita di un nuovo governo.

Con la sconfitta di Kristersson si chiude l’esperienza esecutiva avviata nel 2022, caratterizzata per la prima volta dal sostegno esterno decisivo dei Democratici Svedesi a un governo di centrodestra, senza una loro partecipazione formale. In caso di riconferma, il premier uscente aveva ipotizzato l’ingresso diretto della destra radicale nell’esecutivo: uno scenario seguito con attenzione anche fuori dalla Svezia e considerato una possibile svolta per quella forza politica. Il ridimensionamento elettorale del partito ha allontanato, almeno per ora, questa prospettiva.

Le prossime tappe riguarderanno i negoziati tra i partiti progressisti, chiamati a concordare il programma e la distribuzione dei ministeri. Tra i temi destinati a occupare la nuova legislatura figurano immigrazione, sanità pubblica, costo della vita e sicurezza, questioni che hanno dominato una campagna elettorale considerata tra le più polarizzate degli ultimi decenni nel Paese.