Emergenza internazionale

Colombia: si scava sotto le macerie, oltre 130 morti per il terremoto di magnitudo 7.4

Crolli diffusi mettono in ginocchio la nazione sudamericana mentre si attiva la solidarietà globale per i soccorsi

Colombia: si scava sotto le macerie, oltre 130 morti per il terremoto di magnitudo 7.4

Lunedì 10 agosto 2026 un violento terremoto ha colpito la Colombia, provocando la morte di 134 vittime accertate e il ferimento di oltre settecento residenti. La scossa, di magnitudo 7.4, si è concentrata nel Dipartimento del Chocó, la zona maggiormente interessata dal sisma, dove interi palazzi sono crollati e numerose infrastrutture risultano gravemente danneggiate. Nel comune di San José del Palmar, individuato come epicentro, le squadre d’emergenza conducono una corsa contro il tempo per estrarre i superstiti dalle macerie degli edifici crollati.

 

Visualizza questo post su Instagram

 

Un post condiviso da Tg1 Rai (@tg1_rai_official)

La risposta delle autorità e l’impatto sulla popolazione

Risultano molti i cittadini ancora dispersi nelle aree colpite. Il presidente colombiano Abelardo De La Espriella è volato nelle località devastate per coordinare gli interventi e ha dichiarato: “L’ordine è perentorio: la priorità assoluta è il salvataggio di chi si trova intrappolato sotto le macerie”. Il movimento tellurico è durato più di un minuto durante le prime ore del mattino, mentre la popolazione si trovava ancora a letto. Molti abitanti si sono riversati in strada tra la caduta di calcinacci e pali della luce. Si registrano forti momenti di panico tra i bambini nelle scuole, oltre a danni strutturali su centinaia di fabbricati, ponti, strade e strutture ospedaliere.

La mobilitazione della comunità internazionale e il sostegno italiano

A livello internazionale si è attivata una rete di solidarietà per sostenere il Paese sudamericano. Gli Stati Uniti hanno stanziato aiuti per 15 milioni di dollari, affiancati dal pronto intervento di diversi Paesi latinoamericani. Messaggi di vicinanza sono giunti dall’Italia da parte dei Presidenti di Camera e Senato e dalla Premier Giorgia Meloni. Il Ministro per la Protezione Civile Nello Musumeci ha espresso la disponibilità nazionale affermando: “Siamo pronti a dare il nostro contributo”.

La foto simbolo: il campanile collassato

La fragilità sismica della catena andina e il precedente di Valdivia

Questo evento rappresenta il terzo forte terremoto registrato in America Latina nell’arco di un mese e mezzo, dopo i recenti sismi in Venezuela e Perù. La catena delle Ande registra mediamente 15 scosse all’anno di magnitudo superiore a 7.0 Richter, confermandosi tra le aree a più alta attività geologica del pianeta. La regione si trova infatti lungo il margine di convergenza dove la placca di Nazca scorre sotto quella sudamericana. In questo contesto geodinamico si è verificato nel 1960 il più forte terremoto mai misurato nella storia della Terra, il sisma di Valdivia in Cile, con una magnitudo di 9.5 della scala Richter.

Classifica dei dieci terremoti più forti della storia

Di seguito viene riportata la tabella comparativa dei dieci eventi sismici di maggiore magnitudo mai registrati strumentalmente sul pianeta:

Data Luogo Magnitudo
22 maggio 1960 Valdivia, Cile 9.5
27 marzo 1964 Alaska (USA) 9.2
26 dicembre 2004 Sumatra, Indonesia 9.1
11 marzo 2011 Tōhoku, Giappone 9.0
4 novembre 1952 Kamčatka, Russia 9.0
13 agosto 1868 Arica, Cile 9.0
31 gennaio 1906 Costa tra Ecuador e Colombia 8.8
27 febbraio 2010 Maule, Cile 8.8
15 agosto 1950 Assam (India) / Tibet (Cina) 8.7
4 febbraio 1965 Isole Rat, Alaska (USA) 8.7

Dichiarazioni del Presidente De La Espriella sull’emergenza sismica in Colombia

Questo video approfondisce i primi interventi istituzionali e le misure d’emergenza attivate dal governo colombiano a seguito della scossa di terremoto di magnitudo 7.4.

Crolli e persone intrappolate

A Cali, alcune parti dell’Ospedale universitario del Valle sono crollate. Le squadre di soccorso hanno avviato le verifiche per raggiungere le persone rimaste sotto le macerie; secondo le informazioni diffuse dai media locali, tra gli intrappolati ci sarebbero anche alcuni bambini. Nella città è inoltre crollato il cornicione del pronto soccorso. Nel dipartimento del Valle del Cauca, tre bambini sono morti a Calima El Darién dopo il crollo di un muro, mentre un’altra persona ha perso la vita a Zarzal.

Nel capoluogo del Chocó, Quibdó, sono stati segnalati feriti e gravi danni agli edifici. Un primo rapporto dell’Ufficio di gestione dei rischi del dipartimento indicava una persona deceduta, dieci feriti e tre dispersi, in attesa di un quadro complessivo aggiornato. La governatrice Nubia Carolina Cordoba ha riferito di danni in diverse località e ha espresso preoccupazione per possibili scosse di assestamento.

Soccorritori mobilitati

Il sindaco di Bogotá, Carlos Fernando Galán, ha comunicato che la capitale non ha registrato gravi danni strutturali e ha messo a disposizione delle aree maggiormente colpite 100 soccorritori. Le squadre sono pronte a partire dal Catam, il Comando aereo per il trasporto militare, verso le località che il governo nazionale riterrà prioritarie. A Manizales sono stati predisposti tre rifugi e polizia ed esercito sono stati schierati per contribuire alla sicurezza.

Il terremoto ha provocato danni anche a sei aeroporti: quelli di Pereira, Manizales, Quibdó, Armenia, Cartago e Buenaventura. L’Autorità per l’aviazione civile ha sospeso i voli nei terminal interessati per consentire le valutazioni sulla sicurezza delle infrastrutture. Il Servizio geologico colombiano ha inoltre registrato una replica di magnitudo 4,6 nel comune di Nóvita, alle 8.18 ora locale.

La Dimar, autorità marittima colombiana, ha escluso il rischio di tsunami lungo la costa pacifica, pur mantenendo in corso le ispezioni. A Bogotá, invece, non sono stati segnalati danni rilevanti. La Farnesina segue l’evoluzione della situazione attraverso la missione diplomatica italiana e ha fatto sapere che, al momento, non risultano cittadini italiani coinvolti.