Un drone ha violato lo spazio aereo della Lituania nella notte del 15 settembre 2026 ed è stato abbattuto da caccia dell’Alleanza atlantica. L’episodio è stato riferito dal presidente lituano Gitanas Nausėda, che ha ringraziato il personale alleato per la risposta definita rapida. Il capo dello Stato ha collegato l’accaduto all’intensificarsi dell’aggressione russa contro l’Ucraina e ha ribadito l’impegno di Vilnius a difendere il proprio spazio aereo insieme agli alleati della Nato.
Il presidente lituano ha sottolineato che la prontezza dei dispositivi di difesa è essenziale per la sicurezza della regione. Dal testo non emergono, invece, ulteriori dettagli sulla traiettoria del velivolo, sulla sua origine o sulle circostanze che hanno portato all’ingresso nello spazio aereo nazionale. L’abbattimento è avvenuto nel quadro delle attività di sorveglianza e protezione dello spazio aereo degli Stati membri dell’Alleanza.
La proposta sulla tregua energetica
Parallelamente, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha sostenuto sui social che Ucraina e Russia avrebbero accettato di non colpire i rispettivi obiettivi energetici. Il messaggio è arrivato dopo la richiesta rivolta da Trump al presidente ucraino Volodymyr Zelensky di interrompere gli attacchi contro le raffinerie russe. Secondo il presidente americano, l’aumento del prezzo mondiale della benzina sarebbe legato soprattutto alla guerra tra Mosca e Kiev, più che alla situazione in Iran.
Zelensky ha spiegato che l’Ucraina è pronta a sospendere gli attacchi contro le infrastrutture critiche russe se Mosca farà lo stesso con quelle ucraine. Kiev, ha precisato, non è convinta che la Russia sia disposta a rispettare un eventuale accordo, ma sarebbe pronta a garantire una sospensione corrispondente se i partner internazionali riuscissero a fornire garanzie concrete.
La proposta riguarderebbe il sistema elettrico, le infrastrutture energetiche e critiche, oltre alle rotte di approvvigionamento alimentare. Zelensky ha chiesto un’intesa affidabile e di lungo periodo, con effetti reali sulla vita della popolazione e non limitata a una pausa temporanea o condizionata all’andamento dei prezzi di benzina e diesel in Russia. Il presidente ucraino ha indicato una riduzione degli attacchi alle infrastrutture come possibile primo passo verso la pace e ha chiesto ai partner proposte concrete.
La posizione attribuita al Cremlino
Secondo il Financial Times, che cita funzionari coinvolti nei negoziati di pace tra Stati Uniti, Ucraina e Russia e persone informate sulla posizione del Cremlino, Vladimir Putin sarebbe riluttante ad accettare una tregua sugli attacchi alle infrastrutture energetiche prima dell’inverno. La valutazione attribuita alla leadership russa è che la pressione sulla rete elettrica ucraina durante i mesi più freddi possa favorire concessioni da parte di Kiev. Restano quindi aperti sia il confronto sulla sicurezza nell’area Nato sia il negoziato per una possibile sospensione delle azioni contro gli impianti energetici.