Almeno sette persone sono morte nel naufragio di un traghetto passeggeri partito dal porto di Kyrenia, o Girne, nel nord di Cipro, e diretto a Taşucu, nella provincia turca di Mersin. Il bilancio non è ancora definitivo: le persone disperse sarebbero 23, mentre le autorità riferiscono che centinaia di passeggeri sono stati soccorsi dopo che l’imbarcazione ha iniziato a imbarcare acqua poco dopo la partenza.
Il traghetto, appartenente a una compagnia privata, ha lasciato lo scalo intorno alle 12. La partenza era stata rinviata rispetto al giorno precedente a causa del maltempo. Secondo la ricostruzione fornita dal premier della Repubblica Turca di Cipro del Nord, Ünal Üstel, una prima ondata avrebbe colpito l’imbarcazione; mentre il comandante cercava di governarla, una seconda ondata avrebbe provocato l’ingresso dell’acqua nello scafo. Le cause dell’incidente, tuttavia, non sono state ancora accertate.
Ricerche in mare
L’allarme è scattato poco dopo l’uscita dal porto. La guardia costiera e le autorità portuali hanno inviato nella zona squadre di salvataggio, affiancate da imbarcazioni private messe a disposizione dai cittadini. Le immagini diffuse mostrano il traghetto rovesciato ma ancora galleggiante, con numerose persone sui fianchi della nave e addosso i giubbotti salvagente.
Il presidente dell’entità turco-cipriota, Erhürman, ha annunciato che le ricerche dei dispersi proseguono con l’impiego di due droni e di un aereo Casa arrivati dalla Turchia. Il ministro dei Trasporti Erhan Arıklı ha successivamente dichiarato che la nave è affondata completamente a una profondità di 514 metri. Le operazioni restano concentrate nell’area al largo della costa settentrionale dell’isola.
Bilancio ancora da definire
A bordo si trovavano, secondo Üstel, 259 passeggeri e otto membri dell’equipaggio. La maggior parte dei viaggiatori sarebbe stata di nazionalità turca. Il premier ha riferito che 237 persone sono state tratte in salvo, mentre il ministro Arıklı ha parlato di 161 passeggeri ricoverati in ospedale e di 76 persone già rientrate presso le proprie famiglie. Altri resoconti indicano numeri complessivi differenti, tra 267 e 270 persone a bordo, a conferma del fatto che il quadro è ancora in aggiornamento.
Il primo ministro Üstel ha confermato la presenza di vittime e ha assicurato che le squadre mediche sono state attivate. Anche l’ambasciatore turco a Nicosia, Ali Murat Başçeri, ha parlato di perdite di vite umane. Sui social alcuni sopravvissuti hanno raccontato di avere chiesto al comandante di fermare la nave e di tornare indietro quando hanno visto entrare l’acqua, senza essere ascoltati. Si tratta, al momento, di testimonianze non accompagnate da una ricostruzione ufficiale.
La Farnesina ha fatto sapere che sono in corso verifiche sulla possibile presenza di cittadini italiani a bordo. Le autorità locali e turche devono ora completare le operazioni di ricerca, identificare le vittime e chiarire la dinamica che ha portato al ribaltamento e all’affondamento del traghetto.