Conflitto aperto

Raid russi su quattro città ucraine, morti anche in Russia

Kiev, Kharkiv, Zaporizhzhia e Dnipro colpite nella notte; Mosca segnala vittime e danni dopo l’azione contro una raffineria di Krasnodar

Raid russi su quattro città ucraine, morti anche in Russia

Kiev, Kharkiv, Zaporizhzhia e Dnipro sono state colpite nella notte da attacchi russi condotti, secondo le autorità ucraine, in un arco di circa trenta minuti. I raid hanno provocato incendi e danneggiato edifici residenziali. A Kharkiv, nel quartiere di Osnovianskyi, il sindaco Ihor Terekhov ha riferito della morte di una persona dopo l’impatto di un missile.

Nella capitale, l’Aeronautica militare ha segnalato missili diretti verso la regione di Kiev e un drone nei pressi della città. Nel distretto di Holosiivskyi, la caduta di detriti ha danneggiato pareti e finestre al 14º piano di un palazzo, senza provocare incendi. I servizi di emergenza sono intervenuti sul posto, ha comunicato il sindaco Vitali Klitschko. A Zaporizhzhia, alcuni droni hanno colpito un condominio causando danni e fiamme. Le informazioni sui raid sono state diffuse da RBC-Ucraina sulla base dei dati dell’Aeronautica e delle amministrazioni locali.

Danni agli impianti energetici russi

Nella stessa notte, le autorità russe hanno segnalato attacchi ucraini nelle regioni di Krasnodar e Rostov. Il governatore del Krasnodar, Veniamin Kondratyev, ha riferito che due persone sono morte e altre due sono rimaste ferite nel distretto di Seversky. I detriti di un drone sono caduti vicino alla stazione ferroviaria di Afipskaya, danneggiando dieci abitazioni e provocando un incendio in una raffineria.

L’impianto indicato è la raffineria Afipsky, una delle principali strutture di lavorazione del petrolio nel sud della Russia. Secondo le informazioni rilanciate da The Kyiv Independent, la raffineria tratta circa 6,25 milioni di tonnellate di greggio all’anno. Non è stato fornito un bilancio ufficiale dei danni alla struttura. Nella regione di Rostov, invece, la raffineria di Novoshakhtinsk ha sospeso temporaneamente le attività dopo essere stata danneggiata, secondo il governatore Yuri Sliusar. Un portavoce regionale ha escluso feriti nell’attacco.

Pressione militare e iniziative diplomatiche

Il ministero della Difesa russo ha sostenuto che le proprie difese aeree hanno abbattuto 460 droni ucraini in 24 ore, oltre a otto bombe guidate e cinque razzi Himars. Kiev non ha commentato gli attacchi alle raffinerie. Un raid russo ha inoltre danneggiato il valico di frontiera di Vynohradivka–Vulcanesti, tra Ucraina e Moldavia, con la conseguente sospensione del traffico.

Gli attacchi si inseriscono in una fase di forte intensificazione del conflitto. In una riunione del Consiglio di Sicurezza dell’Onu, la sottosegretaria generale Rosemary DiCarlo ha definito luglio il mese più letale per i civili ucraini dall’inizio della guerra: almeno 17 bambini sono stati uccisi e 166 feriti. Le Nazioni Unite hanno verificato, dal febbraio 2022, almeno 16.874 vittime civili in Ucraina, tra cui 820 bambini, precisando che il bilancio reale potrebbe essere più alto. Secondo le autorità russe, nei primi sette mesi dell’anno 329 civili sono morti e 2.197 sono rimasti feriti in Russia.

Sul piano internazionale, l’Unione europea ha annunciato nuovi appalti per 6,1 miliardi di euro destinati alla difesa aerea e antimissile, ai missili, alle munizioni e ai radar per Kiev. La Coalizione dei Volenterosi ha confermato l’intenzione di rafforzare il sostegno militare e di organizzare esercitazioni congiunte tra ottobre e novembre. L’Italia non parteciperà, in linea con la posizione del governo contraria all’invio di militari italiani sul terreno, ma ha ribadito l’impegno per nuovi aiuti difensivi, umanitari ed energetici.

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha chiesto almeno 300 intercettori Patriot entro l’inverno e un sostegno per coprire un deficit di finanziamento della difesa pari a 27 miliardi di dollari. Ha inoltre escluso la cessione alla Russia dei territori di Donetsk ancora controllati da Kiev. Il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ha respinto l’ipotesi di una zona economica libera nel Donbass amministrata dagli Stati Uniti, sostenendo che la regione appartiene alla Federazione Russa. Intanto, a Mosca, il ministro degli Esteri Sergey Lavrov è atteso a un incontro con monsignor Paul Richard Gallagher, con la questione ucraina tra i temi dei colloqui.