Un’esplosione nello Stretto di Hormuz è stata segnalata dall’agenzia Saberin, considerata vicina alle milizie filo-iraniane attive in Iraq. Al momento non sono stati forniti ulteriori elementi sull’episodio, ma la notizia arriva in una fase di forte tensione militare nel Golfo e di crescente incertezza sulla sicurezza delle rotte commerciali.
Secondo i dati preliminari di tracciamento navale citati nel rapporto, ieri soltanto tre navi mercantili hanno attraversato lo stretto, contro le 12 del giorno precedente e una media decennale di circa 17 transiti. Il traffico sarebbe diminuito ulteriormente nel corso della settimana, mentre il conflitto si intensifica. L’aviazione saudita ha colpito obiettivi in Yemen e i combattenti Houthi hanno risposto con il lancio di droni e missili verso città dell’Arabia Saudita.
Diplomazia tra Parigi e il Golfo
A Parigi il presidente francese Emmanuel Macron ha incontrato il presidente libanese Joseph Aoun e successivamente ha ricevuto il re di Giordania Abdallah II. I colloqui, ai quali è seguita una riunione operativa con rappresentanti militari di diversi Paesi, tra cui Regno Unito, Stati Uniti e Arabia Saudita, sono stati dedicati al possibile dispiegamento dell’esercito libanese sull’intero territorio nazionale.
L’iniziativa francese punta a definire un piano per il rafforzamento delle forze armate libanesi, in vista del disarmo di Hezbollah e del ritiro israeliano. L’Eliseo ha indicato come obiettivo la definizione di parametri e modalità dell’operazione, considerati necessari per ottenere un sostegno internazionale attraverso aiuti finanziari, equipaggiamenti e formazione.
Gaza e il confronto tra Teheran e Washington
L’ex diplomatico iraniano Abbas Khameyar ha smentito che Teheran stia cercando nuovi colloqui diretti con gli Stati Uniti, come sostenuto dal presidente Donald Trump. Secondo Khameyar, l’attività diplomatica iraniana sarebbe rimasta nel quadro del memorandum già esistente e sarebbe legata alla richiesta di garanzie internazionali. Trump ha invece dichiarato di ritenere che l’Iran voglia raggiungere un accordo e porre fine alla guerra.
Il conflitto continua a provocare vittime nella Striscia di Gaza. A Gaza City il crollo di un edificio di sei piani, già danneggiato da precedenti attacchi, ha causato almeno 21 morti, tra cui 12 bambini. I soccorritori palestinesi hanno lavorato tra le macerie con mezzi limitati, mentre secondo l’ufficio stampa di Hamas molte persone erano tornate nello stabile, nonostante i danni, a causa della carenza di abitazioni.
Il segretario generale dell’Onu Antonio Guterres ha chiesto la piena attuazione del piano di pace per Gaza, un cessate il fuoco immediato e l’accesso senza restrizioni agli aiuti umanitari. Ha inoltre ribadito che una soluzione a due Stati resta, a suo giudizio, l’unica prospettiva per una pace duratura e ha denunciato l’annessione progressiva della Cisgiordania.
Nel frattempo Israele ha annunciato possibili raid aerei in Libano nelle ore successive, invitando gli abitanti del nord del Paese a prepararsi a udire forti esplosioni. Le autorità locali hanno precisato che non erano state impartite ulteriori istruzioni alla popolazione. Sul piano politico, Benjamin Netanyahu dovrebbe partecipare alla prossima Assemblea generale delle Nazioni Unite, mentre l’amministrazione Trump ha negato per il secondo anno consecutivo i visti alla delegazione palestinese, compreso il presidente Mahmoud Abbas.