SICUREZZA EUROPEA

Emergenza Ceuta, Ciriani e Procaccini (FdI-ECR): “Sanchez chieda scusa a Meloni”

Gli eurodeputati di Fratelli d'Italia criticano la decisione del premier spagnolo di proclamare lo stato di crisi ed evidenziano le contraddizioni della politica estera di Madrid

Emergenza Ceuta, Ciriani e Procaccini (FdI-ECR): “Sanchez chieda scusa a Meloni”

La gestione dei confini esterni dell’Unione Europea torna al centro del dibattito politico continentale dopo la decisione delle autorità di Madrid di istituire misure eccezionali nell’enclave nordafricana. Mercoledì 26 agosto 2026, l’eurodeputato di Fratelli d’Italia-ECR e vice coordinatore del Gruppo nella Commissione LIBE del Parlamento europeo, Alessandro Ciriani, unitamente al co-presidente del gruppo dei conservatori al Parlamento europeo, Nicola Procaccini, hanno contestato la condotta dell’esecutivo guidato dal capo di Governo Pedro Sánchez.

Le accuse dell’eurodeputato Alessandro Ciriani alla linea del governo spagnolo

L’europarlamentare Alessandro Ciriani ha sottolineato il mutamento di rotta delle autorità iberiche rispetto alle recenti posizioni ufficiali, affermando:

«Per settimane Pedro Sánchez ha insultato l’Italia e Giorgia Meloni, accusandoci di ignoranza, disinformazione e strumentalizzazione politica perché avevamo deciso di proteggere i nostri confini. Oggi il suo Governo dichiara l’emergenza per la sicurezza nazionale a Ceuta e istituisce un comando unico per affrontare una crisi definita “straordinaria”. La realtà ha smascherato Sánchez: ora dovrebbe avere almeno la dignità di chiedere scusa a Giorgia Meloni e all’Italia».

L’esponente di Fratelli d’Italia-ECR ha inoltre evidenziato il comportamento dei rappresentanti istituzionali della penisola iberica nelle sedi comunitarie:

«La sequenza è imbarazzante. Prima Sánchez ha minimizzato la gravità della crisi e attaccato l’Italia per le misure adottate a tutela della propria sicurezza. Nel frattempo, il suo Governo si è persino sottratto al confronto con il Parlamento europeo, disertando con i propri ministri la riunione straordinaria della Commissione LIBE convocata proprio su Ceuta. Adesso, finita la propaganda, Madrid scopre improvvisamente ciò che Giorgia Meloni aveva capito settimane fa: siamo davanti a un problema gravissimo di sicurezza. Sánchez ha mentito agli europei sulla gravità della crisi oppure è stato incapace di comprenderla. Scelga lui quale delle due versioni sia meno imbarazzante».

In merito alle responsabilità politiche, Alessandro Ciriani ha aggiunto:

«E allora chi diffondeva disinformazione? L’Italia che lanciava l’allarme o Sánchez che minimizzava? Chi era irresponsabile? Meloni che proteggeva preventivamente i confini italiani o il Governo spagnolo che ha aspettato settimane prima di dichiarare l’emergenza nazionale? È vergognoso che, pur di non riconoscere il fallimento della propria linea, Sánchez abbia trasformato una questione di sicurezza in una battaglia ideologica contro l’Italia. Questa non è soltanto ipocrisia, è il risultato di un’ideologia pericolosa che, pur di negare il fallimento delle politiche delle porte aperte, arriva a ignorare la realtà e a mettere a rischio la sicurezza dei cittadini. Il tanto celebrato “modello Sánchez” è crollato alla prova dei fatti. Ora abbia almeno la dignità politica di chiedere scusa all’Italia e agli italiani».

L’analisi del co-presidente dei conservatori Nicola Procaccini

Sulla questione si è espresso anche il co-presidente del gruppo ECR presso l’assemblea di Strasburgo, Nicola Procaccini, censurando l’operato dell’amministrazione socialista:

“Dopo un mese di tentativi di sminuire la tragedia di Ceuta e di isterici attacchi all’Italia, il governo Sanchez è costretto a dichiarare lo stato di emergenza per la sicurezza nazionale a Ceuta. È la certificazione della pericolosa ipocrisia di Pedro Sanchez, modello della sinistra italiana, che invece di affrontare l’emergenza a Ceuta se ne stava beatamente in vacanza. Ora Madrid istituisce persino un comando unico per gestire una crisi definita ‘straordinaria’. Solo il pragmatismo e il buon senso del governo italiano hanno compreso in tempo la portare della tragedia di Ceuta, sospendendo Shengen per motivi di sicurezza. La realtà ha presentato il conto al governo socialista di Sanchez.”

Infine, il rappresentante politico Nicola Procaccini ha ribadito la necessità di un cambio di prospettiva a livello comunitario:

“L’Italia ha indicato da tempo la strada opposta: difendere le frontiere, contrastare i trafficanti, governare i flussi e garantire legalità e sicurezza. Oggi Ceuta dimostra quanto sia urgente che l’Europa scelga finalmente questa strada”.