Emergenza istituti

Nordio: carceri minorili in sofferenza, serve più spazio

Il ministro propone fondi aggiuntivi e l’uso di sezioni destinate agli adulti per accogliere giovani detenuti

Nordio: carceri minorili in sofferenza, serve più spazio

Il sistema penitenziario minorile è in una fase di difficoltà e necessita di interventi sulla capienza. A dirlo è il ministro della Giustizia Carlo Nordio, intervistato da Sky Tg24, che ha collegato la situazione all’aumento degli arresti nei confronti di persone minorenni.

La pressione sulle strutture

Secondo Nordio, una serie di arresti massicci nei confronti di minori non si era mai verificata in precedenza. Il ministro ha spiegato che, in presenza di giovani ritenuti violenti, può rendersi necessario disporne la custodia in carcere, con conseguenze dirette sulla capacità ricettiva degli istituti destinati ai minorenni.

La questione, ha riferito il ministro, è stata affrontata in una riunione svoltasi il giorno precedente all’intervista. L’obiettivo indicato è individuare soluzioni per aumentare i posti disponibili nelle carceri giovanili, considerate attualmente in sofferenza.

Le ipotesi allo studio

Tra le possibilità citate da Nordio c’è lo stanziamento delle risorse disponibili per ampliare la capienza delle strutture penitenziarie minorili. Il ministro ha parlato dei pochi fondi a disposizione, sottolineando quindi la necessità di valutare con attenzione gli interventi realizzabili.

Un’altra ipotesi riguarda la ricerca di accordi per destinare ai minori alcuni settori di carceri e istituti penitenziari attualmente riservati ai maggiorenni. Si tratterebbe di una soluzione organizzativa da definire, finalizzata a fronteggiare la pressione sulle strutture per giovani detenuti senza modificare il quadro generale descritto dal ministro.

Nel suo intervento televisivo, Nordio ha quindi posto l’accento sul rapporto tra l’incremento degli arresti e la disponibilità di posti nel sistema minorile. Le misure indicate restano legate alla verifica delle risorse finanziarie e alla possibilità di raggiungere intese per utilizzare spazi penitenziari oggi destinati alla popolazione adulta.