Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha richiamato la necessità di non interrompere lo sforzo scientifico e sanitario durante la celebrazione dei Giorni della Ricerca. Nel suo intervento, il Capo dello Stato ha sottolineato i progressi dell’Italia nella lotta contro i tumori, ricordando che il minore tasso di mortalità oncologica rispetto ai partner europei conferma l’importanza della prevenzione e della diffusione delle cure.
Secondo Mattarella, questi risultati non devono però ridurre l’impegno delle istituzioni. I dati, ha osservato, possono e devono essere migliorati anno dopo anno. La lotta contro il cancro, ha aggiunto, non comincia negli ospedali, ma molto prima, attraverso la riduzione dei fattori di rischio e l’adozione di comportamenti modificabili. Un’ampia percentuale dei tumori potrebbe infatti essere evitata intervenendo su questi elementi, mentre la diagnosi tempestiva resta uno degli strumenti decisivi per contrastare la malattia.
Prevenzione senza disparità
Il presidente ha collegato l’efficacia della prevenzione alla possibilità concreta di accedere agli screening e ai servizi sanitari. Non sono accettabili, ha detto, disparità territoriali che riducano in alcune aree o regioni le opportunità di cura, così come non è accettabile che le difficoltà economiche diventino ostacoli o impedimenti alle terapie. La possibilità di individuare precocemente un tumore, ha ribadito, non può essere condizionata da differenze sociali o territoriali.
Nel richiamare la funzione del Servizio sanitario nazionale, nato per garantire il diritto alla salute come pieno diritto di cittadinanza, Mattarella ha affrontato anche il tema della mobilità sanitaria regionale. Il riferimento è ai pazienti oncologici costretti a spostarsi dal Sud verso il Centro-Nord per ricevere assistenza. Una criticità già evidenziata anche dal ministro della Salute Orazio Schillaci, che richiede interventi capaci di ridurre le distanze tra i territori. “È responsabilità di tutte le istituzioni e dell’intera società adoperarsi per annullare le distanze che sussistono”, ha affermato il presidente.
Investire nella conoscenza
Il messaggio del Quirinale ha riguardato anche la dimensione internazionale della ricerca, fondata sulla condivisione delle conoscenze, sulla circolazione delle idee e sulla collaborazione tra Paesi, continenti e culture differenti. L’esperienza della pandemia di Covid-19, ha ricordato Mattarella, ha mostrato quanto sia determinante uno sforzo comune per sviluppare protezioni e contromisure contro una minaccia sanitaria globale.
A preoccupare sono invece l’innalzamento di nuove barriere alla cooperazione internazionale e le risorse sottratte alla ricerca dalle guerre e dalle tensioni militari. Secondo il presidente, questi ostacoli possono compromettere la capacità collettiva di prevenire e affrontare le emergenze sanitarie, comprese le future pandemie. Da qui il richiamo al valore strategico degli investimenti scientifici: le risorse destinate alla ricerca, ha detto, sono tra quelle più produttive e capaci di rendere di più.
Restano aperte le sfide legate alle forme più aggressive della malattia e ai tumori più rari, frontiere sulle quali la ricerca è chiamata a proseguire il proprio lavoro. Mattarella ha ribadito che lo sforzo scientifico non deve fermarsi e ha indicato nella persona il riferimento centrale dei valori sociali. Dalle conquiste della medicina e della ricerca, ha concluso, emerge quindi una responsabilità che riguarda non soltanto i laboratori, ma l’intera comunità.