Due uomini accusati dello stesso omicidio, ma senza che venga contestato loro di aver agito insieme. Uno già condannato in via definitiva, l’altro per il quale la Procura ha appena chiesto il processo. È il nuovo, complicato scenario giudiziario del delitto di Garlasco, che rischia di aprire un confronto non soltanto sulle prove raccolte dagli investigatori, ma anche sulle regole del processo penale.
Al centro della questione ci sono Alberto Stasi, condannato definitivamente a 16 anni per l’omicidio di Chiara Poggi, e Andrea Sempio, per il quale la Procura di Pavia ha chiesto il rinvio a giudizio il 3 novembre 2026, contestando l’omicidio volontario aggravato.

La difesa di Sempio, rappresentata dagli avvocati Liborio Cataliotti e Angela Taccia, ritiene che prima di procedere con un nuovo processo sia necessario affrontare la posizione di Stasi. E annuncia una precisa strategia: chiedere al giudice dell’udienza preliminare di sospendere il procedimento, in attesa degli sviluppi della revisione della condanna già pronunciata.
“Un mostro giuridico”: perché la difesa vuole fermare il processo
Il problema nasce dal fatto che Stasi è stato condannato come autore dell’omicidio di Chiara Poggi, mentre oggi la Procura indica in Sempio un altro possibile responsabile dello stesso delitto. Le due ricostruzioni non prevedono, allo stato, che i due abbiano agito in concorso. È questa la circostanza che Cataliotti considera particolarmente difficile da affrontare sul piano processuale. Secondo il difensore, il rischio è che la giustizia si trovi a valutare due procedimenti fondati su ricostruzioni incompatibili del medesimo fatto. L’avvocato ha definito la situazione un “mostro giuridico”, annunciando che chiederà di chiarire la questione prima di procedere verso un eventuale dibattimento.
E’ altrettanto vero, però, che la presenza di una condanna definitiva non impedisce automaticamente di indagare o processare un’altra persona. Il problema dell’eventuale incompatibilità tra decisioni giudiziarie è disciplinato dal codice di procedura penale e può assumere rilievo nell’ambito della revisione. La tesi della difesa dovrà essere valutata dal giudice.
La strategia: sospendere tutto oppure rivolgersi alla Consulta
La prima richiesta che gli avvocati di Sempio intendono avanzare riguarda la sospensione dell’udienza preliminare, in attesa di una decisione sulla revisione del processo Stasi. Se il giudice non accogliesse questa impostazione, la difesa chiederà di sollevare una questione di legittimità costituzionale, affinché sia la Corte costituzionale a valutare il problema.

Cataliotti ha richiamato anche un’altra difficoltà: se la richiesta di revisione di Stasi venisse dichiarata ammissibile, potrebbero svolgersi contemporaneamente due procedimenti destinati a esaminare prove riguardanti lo stesso omicidio. Una situazione che, secondo il legale, presenta aspetti non sufficientemente regolati.
L’udienza preliminare potrebbe svolgersi a gennaio
Intanto la richiesta di rinvio a giudizio è arrivata sul tavolo di Luigi Riganti, il giudice dell’udienza preliminare del Tribunale di Pavia chiamato a decidere se Andrea Sempio debba affrontare un processo. L’udienza potrebbe tenersi nei primi mesi del 2027, con gennaio tra le ipotesi considerate, ma non risulta ancora fissata una data definitiva. Lo stesso Cataliotti ha sottolineato che la consistenza del fascicolo investigativo richiederà tempo per un esame approfondito.
Stasi prepara la revisione: la richiesta a metà novembre
Il secondo procedimento destinato a incidere sul futuro del caso Garlasco riguarda la condanna di Alberto Stasi. I suoi difensori, Giada Bocellari e Antonio De Rensis, stanno preparando una nuova richiesta di revisione da presentare alla Corte d’Appello di Brescia. Il deposito è previsto indicativamente tra il 10 e il 20 novembre. Secondo i legali, le nuove indagini avrebbero fatto emergere elementi capaci di mettere in discussione la ricostruzione che aveva portato alla condanna definitiva. La Corte dovrà prima valutare l’ammissibilità dell’istanza. Soltanto in caso di esito positivo si aprirà una nuova fase giudiziaria per riesaminare il merito della vicenda. La richiesta di revisione non annulla automaticamente la condanna di Stasi, che resta valida fino a un’eventuale diversa decisione definitiva.
A quasi vent’anni dall’omicidio di Chiara Poggi, uccisa il 13 agosto 2007, il travagliato caso Garlasco si trova ora davanti a un passaggio particolarmente complesso. Due percorsi giudiziari, che potrebbero andare in contemporanea, per un unico delitto.