A Taranto sono stati spenti tutti gli impianti dell’area a caldo dell’ex Ilva. La fermata è stata completata nella mattinata di venerdì 6 novembre 2026, quando, secondo quanto riferito nel corso di un’incontro istituzionale, non risultava più acceso alcun impianto del comparto.
La comunicazione sarebbe stata fornita da Maurizio Saitta, direttore generale di Acciaierie d’Italia, durante il tavolo convocato al ministero del Lavoro per discutere la situazione della cassa integrazione. Il dirigente avrebbe spiegato che l’azienda ha dato esecuzione alla sentenza della Corte d’Appello di Milano, alla quale viene ricondotta la decisione di procedere con lo spegnimento dell’area a caldo.
La richiesta sulla cassa integrazione
Nei giorni scorsi Acciaierie d’Italia aveva chiesto di aumentare il numero dei lavoratori coinvolti dalla cassa integrazione straordinaria, portandolo fino a 8.622 dipendenti. La richiesta, motivata dall’attuale situazione degli impianti, prevede l’estensione dell’ammortizzatore sociale fino al 28 febbraio 2027, salvo eventuali proroghe.
Il dato ipotizzato è circa il doppio rispetto ai 4.450 lavoratori attualmente interessati. Nello stabilimento di Taranto la misura potrebbe riguardare fino a 6.964 persone, su un’organico complessivo di 7.875 lavoratori. Per il sito di Genova sono indicati 870 addetti su 917, mentre a Novi la previsione arriva a 515 dipendenti su un totale di 542.
Lo stop degli impianti
Lo spegnimento riguarda quindi il comparto dell’ex Ilva destinato alle lavorazioni a caldo, nel principale sito produttivo del gruppo. La notizia è emersa nel confronto ministeriale dedicato agli effetti occupazionali della fermata e alla gestione degli ammortizzatori sociali nei diversi stabilimenti.
Il direttore generale avrebbe collegato l’avvenuta fermata all’esecuzione del provvedimento giudiziario. Dal testo non emergono ulteriori indicazioni sui tempi di una possibile riattivazione degli impianti né sulle successive decisioni industriali. Restano invece quantificate le richieste relative alla cassa integrazione per i lavoratori di Taranto, Genova e Novi, con una durata prevista fino alla fine di febbraio 2027.