Il conduttore di ‘Report’, Sigfrido Ranucci, ha annunciato la sua disponibilità ad affrontare ulteriori verifiche da parte della Rai in seguito alla richiesta del Ministro Urso, che ha portato all’avvio di controlli sulle fonti e sulla correttezza delle inchieste della trasmissione. Ranucci ha definito paradossale la richiesta, sottolineando che essa deriva da informazioni false diffuse da alcuni giornali.
In un post su Facebook, Ranucci ha ribadito che lui e il suo team sono pronti a sottoporsi a questo audit, avendo già superato verifiche precedenti, come quelle relative all’Autogrill e al caso Tosi, focalizzate sul metodo di lavoro e sulla gestione delle fonti. “Le fonti siano sempre state selezionate con rigore lo dicono i 30 anni di storia della trasmissione”, ha dichiarato Ranucci, evidenziando l’importanza di ‘Report’ come baluardo dell’informazione libera in Italia.
La posizione della Rai
La Rai ha comunicato che non è previsto un audit formale, ma sono stati avviati approfondimenti da parte della Commissione per il Codice Etico. In una nota, l’azienda ha spiegato che tali verifiche sono necessarie per garantire il rispetto delle procedure interne e dei principi di correttezza e imparzialità. La Commissione procederà nei prossimi giorni con le attività istruttorie necessarie.
La Rai ha anche sottolineato l’importanza di tutelare la propria immagine e quella del giornalismo del Servizio Pubblico, che si basa su professionisti impegnati a rispettare le regole deontologiche. L’attivazione delle verifiche interne è vista come un atto dovuto per proteggere l’azienda e le persone coinvolte.
Indipendenza e memoria
Ranucci ha concluso il suo intervento affermando che ‘Report’ è la trasmissione con i giornalisti più premiati della storia della televisione, e che dietro ogni puntata c’è un lavoro di grande impegno e professionalità. Ha ribadito l’importanza dell’indipendenza e della memoria nel giornalismo, esprimendo il desiderio di continuare a servire il pubblico che paga il canone.