Commercio in crisi

Commercio italiano: -99mila negozi in 7 anni, fatturato in crescita del 25,7%

Il settore perde negozi ma cresce in fatturato, preoccupazioni per illegalità

Commercio italiano: -99mila negozi in 7 anni, fatturato in crescita del 25,7%

Il commercio italiano sta attraversando una fase di profondo cambiamento, come evidenziato dal 1° Rapporto Confcommercio presentato il 22 luglio 2026 a Roma. Tra il 2018 e il 2025, il numero delle unità locali del commercio al dettaglio è diminuito drasticamente, passando da 666.479 a 570.313, con una riduzione del 14,4%. Questo calo ha colpito in particolare gli ambulanti, che hanno visto una diminuzione del 27,3%, e i piccoli negozi alimentari, con un –17,9%.

Nonostante la riduzione dei punti vendita, il settore ha mostrato segni di resilienza economica. Infatti, il fatturato complessivo del commercio al dettaglio è aumentato da 326,8 a 410,7 miliardi di euro, registrando un incremento del 25,7%. Inoltre, il fatturato per addetto è passato da 172mila a 220mila euro, con un aumento del 27,9%. Questi dati indicano una maggiore efficienza e produttività, nonostante il contesto di inflazione e la trasformazione dei consumi.

Le preoccupazioni di Confcommercio

Il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli, ha sottolineato che i cambiamenti nel commercio richiedono il rispetto delle regole da parte di tutti gli attori del mercato. Ha messo in guardia sui danni causati da illegalità e abusivismo, stimando che nel 2025 questi fenomeni potrebbero portare a perdite per oltre 41 miliardi di euro, mettendo a rischio più di 284mila posti di lavoro regolari. Sangalli ha affermato che contrastare queste pratiche è essenziale per difendere chi investe e lavora nel rispetto delle normative.

In sintesi, il commercio italiano sta vivendo una fase di trasformazione significativa, con una rete di negozi in diminuzione ma un fatturato in crescita, evidenziando la necessità di un intervento per garantire un mercato equo e legale.