Il prezzo del gasolio potrebbe arrivare a 3 euro al litro nei prossimi mesi. È la previsione attribuita a Marsiglia, esponente di FederPetroli, che non indica un aumento immediato ma collega lo scenario all’evoluzione della situazione nello Stretto di Hormuz. Se le condizioni attuali dovessero proseguire, secondo Marsiglia, il mercato potrebbe andare incontro a uno stravolgimento.
Prezzi dell’energia sotto pressione
A sostenere l’allarme contribuiscono le quotazioni delle materie prime energetiche. Il Brent si mantiene infatti su livelli molto elevati, arrivando a toccare quota 92-93 dollari al barile, mentre il gas viene indicato a 63 euro per megawattora. Nel testo non viene prospettata una variazione già avvenuta fino a 3 euro, ma una possibile evoluzione nell’arco di pochi mesi qualora la situazione nello Stretto non cambiasse.
La dinamica dei prezzi preoccupa le piccole imprese riunite nella Fapi, la Federazione autonoma piccole imprese. L’associazione sostiene che l’aumento dei costi stia rapidamente assorbendo il beneficio ottenuto dagli interventi già adottati e chiede al governo di valutare ulteriori misure sulle accise, con l’obiettivo di contenere il costo dei carburanti.
Le richieste al governo
Anche Confimprenditori interviene sul tema, giudicando i provvedimenti dell’esecutivo del tutto inefficaci. Secondo l’organizzazione, migliaia di imprese stanno affrontando l’aumento dei costi legati a trasporto, produzione e distribuzione. La preoccupazione riguarda quindi l’impatto delle quotazioni energetiche sull’attività delle aziende e sulla tenuta dei margini economici.
Il Codacons chiede invece di prorogare lo sconto fiscale e di estenderlo anche alla benzina verde. L’associazione afferma che i prezzi della benzina hanno superato, sia in autostrada sia sulla rete ordinaria, i livelli registrati il 27 luglio, prima dell’introduzione dello sconto, che aveva interessato soltanto il gasolio.
Il quadro descritto riunisce dunque una previsione condizionata all’andamento della crisi nello Stretto di Hormuz e le richieste di imprese e consumatori rivolte al governo. Da un lato viene segnalato il possibile ulteriore aumento dei costi energetici; dall’altro si sollecitano interventi fiscali aggiuntivi per attenuare l’impatto sui carburanti e sulle attività produttive.