Le tensioni legate al conflitto e alle dichiarazioni del presidente degli Stati Uniti Donald Trump hanno accompagnato una seduta negativa per i principali mercati finanziari. Trump ha detto di non vedere una conclusione imminente delle ostilità e ha minacciato di colpire lOman qualora il Paese dovesse intralciare gli sforzi diplomatici con Teheran.
Rendimenti in rialzo
Il quadro internazionale ha coinciso con una nuova risalita dei prezzi energetici e dei rendimenti obbligazionari. Il petrolio Brent è salito a 91,5 dollari al barile, mentre il gas ha superato quota 63,5 euro per MWh. Negli Stati Uniti, il rendimento del Treasury trentennale ha raggiunto il 5,31%, il livello più alto dal 2007.
Il rialzo dei rendimenti ha interessato anche i titoli di Stato italiani, con il decennale arrivato al 4,07%. L aumento dei costi di finanziamento si è inserito in una giornata caratterizzata dal prevalere delle vendite sui listini azionari, con gli investitori alle prese con le ricadute delle tensioni geopolitiche e con i dati economici diffusi negli Stati Uniti.
Europa e Wall Street in rosso
In Europa, l unica eccezione è stata Londra. Milano ha chiuso in calo dell1,06%, mentre Francoforte e Parigi hanno lasciato sul terreno lo 0,8%. A Piazza Affari sono stati particolarmente penalizzati i titoli legati ai semiconduttori: Stmicroelectronics ha perso il 7,57%, mentre Prysmian ha ceduto il 4,88%.
La seduta è stata negativa anche a Wall Street. Il Nasdaq ha perso oltre l1%, appesantito dall andamento di Meta. Sul mercato statunitense ha pesato anche il dato sulla produzione industriale di luglio, cresciuta dello 0,2%, un risultato inferiore alle attese. Il dato e l andamento dei rendimenti si sono aggiunti alle preoccupazioni già presenti sui mercati, in una fase segnata dalla volatilità delle materie prime e dall incertezza sul quadro internazionale.