Sicurezza interna

Francia, 70mila agenti mobilitati per le proteste ad alto rischio

Autorità temono vandalismi, saccheggi dopo il tramonto; governo annuncia controlli, procedimenti rapidi

Francia, 70mila agenti mobilitati per le proteste ad alto rischio

Le autorità francesi hanno lanciato un nuovo allarme in vista delle manifestazioni previste nella giornata di oggi. Secondo una fonte del ministero dell’Interno citata dall’Afp, i cortei potrebbero provocare episodi di violenza urbana di portata paragonabile a quella del 17 ottobre, quando migliaia di attività commerciali furono danneggiate o saccheggiate. La giornata è stata definita ad alto rischio, con la possibilità di disordini sia durante il giorno sia dopo il calar della notte.

Controlli rafforzati

La stessa fonte ha riferito che vengono temuti atti di vandalismo e tentativi di saccheggio, in un contesto considerato a rischio molto elevato per l’ordine pubblico. Per fronteggiare eventuali incidenti sono stati mobilitati circa 70mila tra poliziotti e gendarmi, lo stesso numero già impiegato il 24 ottobre. In quell’occasione, tuttavia, non erano stati registrati episodi di particolare rilievo, a differenza di quanto accaduto il 17 ottobre.

Il ministro dell’Interno Laurent Nuñez ha dichiarato che circolano appelli a compiere violenze e saccheggi, descrivendoli come preoccupanti anche per il ricorso a termini legati all’insurrezione e alla rivoluzione. Il ministro ha assicurato che le autorità sono determinate a intervenire contro eventuali raduni responsabili di disordini e ha annunciato controlli lungo le arterie stradali, nelle stazioni e sulla rete ferroviaria.

Le verifiche, secondo Nuñez, serviranno anche a effettuare perquisizioni e a sequestrare oggetti potenzialmente utilizzabili come armi durante le manifestazioni. L’obiettivo dichiarato è scoraggiare l’arrivo di persone intenzionate a creare disordini. Il dispositivo di sicurezza punta quindi a presidiare non soltanto i luoghi dei cortei, ma anche le principali vie di accesso e gli snodi del trasporto pubblico.

La linea del governo

Un’ulteriore richiamo alla fermezza è arrivato dal ministro della Giustizia Gérald Darmanin, che ha segnalato un rischio significativo di azioni violente, soprattutto nella serata coincidente con Halloween. In una nota indirizzata ai pubblici ministeri, il ministro ha indicato la necessità di una risposta penale ferma e rapida di fronte al rischio di atti violenti previsto per il 31 ottobre 2026.

Darmanin ha inoltre ribadito la richiesta di applicare, in caso di condanna, sanzioni aggiuntive come il blocco dell’utilizzo dei social media o il divieto di partecipare a manifestazioni. Particolare attenzione, secondo la nota, dovrà essere riservata all’incitamento pubblico alla violenza diffuso attraverso le piattaforme online, utilizzando i meccanismi di blocco già previsti.

Per gli autori identificati di violenze contro le forze dell’ordine, intrusioni o danneggiamenti di edifici pubblici, incendi dolosi e saccheggi, il ministro ha chiesto il ricorso a procedure rapide dopo il fermo. I casi più gravi o complessi potranno invece essere trattati nell’ambito di un’indagine giudiziaria. La nota richiama anche la responsabilità dei minori coinvolti e di chi esercita la potestà genitoriale, oltre alla necessità di informare la Procura nazionale antiterrorismo nei casi ritenuti di particolare gravità.