Scudo stagionale

Zelensky: 500 Patriot Usa, ma l’Ucraina li chiede subito

Il leader chiede agli alleati intercettori immediati contro i raid russi alle infrastrutture energetiche

Zelensky: 500 Patriot Usa, ma l’Ucraina li chiede subito

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha accolto come importante l’autorizzazione concessa dal Dipartimento di Stato degli Stati Uniti all’acquisto, da parte dell’Ucraina, di 500 sistemi missilistici Patriot. Gli apparati sono destinati a contrastare i missili balistici russi e potrebbero rafforzare in modo significativo la protezione dello spazio aereo ucraino, soprattutto con l’avvicinarsi dell’inverno.

Il nodo, secondo Zelensky, riguarda però i tempi di consegna. Le forniture potrebbero infatti iniziare soltanto tra alcuni anni, mentre le forze russe continuano a colpire le infrastrutture energetiche del Paese. Per questo il capo dello Stato ha chiesto agli alleati di individuare una soluzione immediata, in grado di sostenere la difesa ucraina già nei prossimi mesi e non in una fase successiva.

La richiesta per i mesi più difficili

Il presidente ha ricordato che la Russia attacca quotidianamente gli impianti e le componenti critiche della rete energetica ucraina. Secondo quanto riferito da Ukrinform, nelle ultime due settimane di ottobre sono stati registrati oltre 30 attacchi contro obiettivi essenziali. Alla vigilia della stagione fredda, la campagna russa prende di mira i servizi da cui dipendono la vita delle città e delle comunità: elettricità, riscaldamento, approvvigionamento idrico e collegamenti.

In questo contesto, Kiev ha chiesto agli Stati Uniti un pacchetto di sostegno per l’inverno che preveda l’invio di 100 intercettori Patriot al mese. Cinquecento missili, ha spiegato Zelensky, sarebbero sufficienti a proteggere i cieli ucraini nei prossimi mesi, in una fase considerata decisiva anche per mantenere una posizione di forza nei negoziati e impedire che gli attacchi russi aggravino le condizioni di vita della popolazione.

Le scorte degli alleati

Zelensky ha sostenuto che gli Stati Uniti, i Paesi europei e gli altri partner internazionali dispongono di scorte sufficienti di intercettori PAC-3. La proposta ucraina è di utilizzare subito una parte di questi sistemi e procedere in seguito al reintegro degli arsenali alleati, grazie alla produzione già contrattualizzata e finanziata dall’Ucraina e dai suoi partner. Secondo il presidente, si tratterebbe di una soluzione concretamente realizzabile.

Pur ribadendo l’urgenza della richiesta, Zelensky ha espresso gratitudine al presidente Donald Trump, al Dipartimento di Stato e all’Amministrazione statunitense per l’autorizzazione all’acquisto. Ha quindi insistito sulla necessità di decisioni capaci di proteggere le vite umane nel momento in cui la minaccia si manifesta, mentre la Russia continua a colpire infrastrutture e servizi essenziali sul territorio ucraino.