Dopo le elezioni di midterm, Donald Trump si prepara a governare con un Congresso a guida democratica. Il presidente ha dichiarato di essere pronto a collaborare, ma la nuova configurazione politica di Washington si annuncia complessa. Economia e politica estera saranno i principali terreni di confronto tra la Casa Bianca e la maggioranza che si insedierà dal 3 gennaio.
Secondo gli exit poll, una parte rilevante dell’elettorato democratico ha votato spinta dalle difficoltà legate al costo della vita. Oltre l’80% degli elettori avrebbe indicato tra le proprie preoccupazioni i prezzi elevati di benzina e generi alimentari, oltre ai costi dell’assistenza medica. Le campagne dei candidati democratici riusciti a conquistare seggi anche in tradizionali roccaforti repubblicane, dal Texas al Kansas, dalla South Carolina all’Iowa, si sono concentrate sulla promessa di contrastare l’inflazione.
Dazi, energia e politica estera
Tra i dossier destinati a creare maggiore tensione ci sono i dazi voluti dall’amministrazione Trump e la politica verso l’Iran. Il testo collega alla guerra contro Teheran e alla conseguente chiusura dello Stretto di Hormuz l’aumento dei prezzi degli idrocarburi. Un’exit poll della Cnn indica inoltre che quasi un terzo degli elettori considera le scelte tariffarie una delle cause strutturali delle difficoltà economiche.
La nuova maggioranza democratica dovrebbe avere i numeri per approvare alla Camera e al Senato, anche con il sostegno di alcuni repubblicani moderati, provvedimenti diretti a limitare l’autorità presidenziale sui dazi e sulla prosecuzione del conflitto con l’Iran. Trump, però, ha già richiamato il proprio potere di veto. Senza una maggioranza di due terzi, i democratici non avrebbero sulla carta i voti necessari per superare un’eventuale blocco della Casa Bianca.
Sanità e nuova generazione democratica
Il confronto riguarderà anche i tagli alla sanità contenuti nel provvedimento definito nell’articolo One beautiful bill trumpiano. Le riduzioni interessano Medicaid, destinato alle persone più povere, Medicare, rivolto agli anziani, e il sistema di assicurazioni sanitarie introdotto dall’Obamacare. La loro entrata in vigore era stata fissata per il primo gennaio. Un’intervento legislativo per annullarle potrebbe diventare soprattutto uno strumento di pressione politica, anche nel caso in cui il presidente decidesse di respingerlo.
Le elezioni hanno inoltre portato alla ribalta una nuova generazione di esponenti democratici, con programmi descritti come massimalisti e, in alcuni casi, vicini alle posizioni socialiste. Abdul El Sayed, eletto in Michigan e indicato come il primo senatore musulmano d’America, ha sostenuto l’estensione universale dell’assistenza sanitaria pubblica e la necessità di ridurre l’influenza del denaro sulla politica. James Talarico, ex insegnante di scuola media e primo senatore democratico eletto in Texas dal 1988, ha invece posto al centro della campagna la lotta alle disuguaglianze.
Talarico propone di cancellare i tagli fiscali destinati ai super ricchi varati da Trump, introdurre programmi di sostegno economico per chi acquista la prima casa e istituire asili pubblici gratuiti per i bambini di tre e quattro anni. Il nuovo Congresso dovrà quindi trasformare le promesse elettorali in provvedimenti concreti, misurandosi con il possibile veto presidenziale e con una Casa Bianca ancora determinata a difendere la propria agenda.