Donald Trump torna all’attacco dopo la pesante sconfitta dei repubblicani alle elezioni di Midterm e questa volta prende di mira direttamente i sostenitori dell’opposizione. Il motivo è il crollo di Wall Street, che giovedì 5 novembre 2026 ha registrato una delle peggiori sedute degli ultimi mesi. Secondo il capo di Stato americano, la responsabilità sarebbe di chi ha votato per la fazione avversa, consegnandole il controllo del Congresso. Una reazione arrivata a scoppio ritardato rispetto al risultato elettorale di martedì 3 novembre 2026, quando i democratici hanno conquistato la maggioranza alla Camera dei Rappresentanti e al Senato, modificando gli equilibri politici di Washington.
Il leader repubblicano, però, non sembra intenzionato a cambiare linea. Mentre accusa gli avversari per la giornata nera dei mercati, continua a difendere Pete Hegseth, il vertice del Pentagono finito nel mirino delle critiche anche all’interno del Partito Repubblicano per la gestione della guerra in Iran.

“Avete soltanto voi stessi da incolpare”: l’attacco di Trump
Il presidente ha scelto ancora una volta la propria piattaforma Truth per commentare quanto accaduto sui mercati finanziari.
“La Borsa è crollata oggi perché i democratici hanno avuto un grande martedì. È triste da vedere, ma potete incolpare soltanto voi stessi”.
Il settantaquattrenne ha scritto questo messaggio utilizzando per gli avversari il termine dispregiativo “Dumocrats”, un gioco di parole tra democratici e stupidi.

Il presidente collega il voto al crollo delle azioni, suggerendo che la scelta degli elettori abbia provocato una perdita di fiducia da parte degli investitori. Ma mercoledì 4 novembre 2026 Wall Street aveva registrato un forte rialzo, nonostante fosse ormai chiaro il successo avversario. Il crollo è arrivato soltanto giovedì 5 novembre 2026, con una particolare concentrazione delle vendite sui titoli tecnologici.
Wall Street precipita: Nasdaq a -5,5%, Dow Jones perde 1.833 punti
La giornata di giovedì 5 novembre 2026 è stata pesante per i mercati americani. Il Nasdaq ha perso il 5,5%, trascinato al ribasso dalle aziende tecnologiche e dai titoli legati all’intelligenza artificiale. L’indice S&P 500 ha ceduto il 4,4%, mentre il Dow Jones ha lasciato sul terreno 1.833 punti, pari al 3,4%. A pesare sulle quotazioni sono state soprattutto le preoccupazioni per il futuro delle aziende che stanno investendo enormi risorse nello sviluppo dell’intelligenza artificiale e nella costruzione dei grandi centri di elaborazione dati.
Alcuni candidati dell’opposizione hanno sostenuto durante la campagna elettorale la necessità di introdurre maggiori controlli su questi investimenti, alimentando l’incertezza degli operatori. Il forte calo è arrivato dopo una fase di rialzi che aveva portato diversi indici vicino ai massimi.
Hegseth nel mirino dei repubblicani, ma Trump non vuole licenziarlo
L’altro fronte di tensione per la Casa Bianca riguarda il segretario alla Difesa Pete Hegseth, che è stato uno dei principali sostenitori della guerra contro l’Iran. Il conflitto, iniziato a febbraio 2026, è considerato da numerosi esponenti del partito di maggioranza relativa uno dei fattori determinanti della sconfitta elettorale, soprattutto per l’impatto sui prezzi dell’energia e sul costo della vita. A riconoscere pubblicamente il peso della guerra è stato anche il quarantenne vicepresidente JD Vance, secondo il quale il conflitto ha allontanato una parte importante degli elettori. Nelle ultime ore, però, le critiche si sono concentrate soprattutto sulla gestione del Pentagono. Diversi parlamentari repubblicani ritengono che il cinquantenne vertice della Difesa abbia spinto l’amministrazione verso un intervento militare senza una strategia sufficientemente chiara per affrontarne le conseguenze. Alcuni vorrebbero la sua sostituzione prima dell’insediamento del nuovo Congresso, previsto per gennaio 2027.
Il presidente, invece, ha scelto di difenderlo.
“Ho tutta l’intenzione di tenerlo”.
Il tycoon ha rilasciato questa dichiarazione al giornalista Jonathan Karl di ABC News. Il leader di Governo ha ammesso di aver ricevuto telefonate da persone scontente del segretario alla Difesa, aggiungendo però di non comprenderne le ragioni.
Dal canto proprio, il responsabile del Pentagono non sembra intenzionato a fare un passo indietro. Giovedì 5 novembre 2026 ha diffuso un videomessaggio sui social nel quale ha difeso il proprio operato e la guerra contro l’Iran, definendola un’operazione “coraggiosa e storica” per impedire a Teheran di ottenere armi nucleari. Il segretario alla Difesa ha inoltre promesso di opporsi ai tentativi di metterlo sotto accusa in Congresso. Fra i suoi critici figura anche il deputato conservatore Thomas Massie, che intende ripresentare una proposta di impeachment nei suoi confronti.
Dall’opposizione democratica, intanto, arrivano richieste di chiarimenti sulla gestione della guerra e sulle decisioni assunte negli ultimi mesi dal Pentagono.