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Non è Lercio: si chiama davvero “Combattenti dello Stato Maschile” la cellula estremista russa responsabile del caos voli

Eppure dietro quella denominazione esiste una storia reale, che porta fino alla Russia e a uno dei movimenti più radicali della galassia ultranazionalista

Non è Lercio: si chiama davvero “Combattenti dello Stato Maschile” la cellula estremista russa responsabile del caos voli

Si fanno chiamare “Combattenti dello Stato Maschile”, una sigla che richiama uno dei movimenti più radicali della galassia ultranazionalista originatosi in Russia. È questa la pista emersa dalle mail che giovedì 5 novembre 2026 hanno seminato il panico nei cieli europei, costringendo decine di voli ad attivare procedure di emergenza. Il nome utilizzato nei messaggi richiama Muzhskoye Gosudarstvo, conosciuto internazionalmente come Male State. Si tratta di un’organizzazione nata in territorio russo, caratterizzata da posizioni estremamente misogine, razziste e omofobe, messa al bando dalle autorità locali nel 2021.

Tutto ruota attorno a una serie di comunicazioni di posta elettronica recapitate a società aeroportuali e operatori del trasporto aereo. Una delle mail, inviata ad Aeroporti di Roma, segnalava la presenza di ordigni su due velivoli diretti a Fiumicino: uno proveniente da Helsinki e l’altro da Dublino. Il messaggio conteneva riferimenti a un presunto complotto criminale, accusava i destinatari di far parte di un sistema ostile e annunciava un’esplosione imminente.

Tra le frasi rivolte direttamente alle autorità aeroportuali figurava l’avvertimento espresso nei confronti della gestione dei trasporti:

“Il vostro regime femminista se ne ricorderà per sempre”.

Il testo si concludeva con un’ulteriore minaccia:

“L’esplosione avverrà tra 60 minuti. Oggi il vostro cielo sarà rosso”.

Comunicazioni dal contenuto pressoché identico sono giunte all’aeroporto di Sofia, in Bulgaria, dove gli allarmi riguardavano tre velivoli della compagnia Ryanair. Un messaggio analogo è arrivato all’aeroporto britannico di Birmingham. La ripetizione delle formule e dei riferimenti ideologici costituisce uno degli elementi principali su cui si concentrano gli accertamenti degli investigatori.

Chi è Male State e l’ideologia promossa da Vladislav Pozdnyakov

La storia del gruppo comincia nel 2016, quando il blogger Vladislav Pozdnyakov (in copertina) dà vita a una comunità online attraverso la piattaforma VKontakte. Il movimento si sviluppa attorno a un’ideologia che esalta la supremazia maschile e una concezione nazionalista della società. Al centro della propaganda figurano la subordinazione femminile, l’ostilità verso le persone omosessuali e il rifiuto delle relazioni sentimentali tra donne russe e stranieri, soprattutto se appartenenti a minoranze etniche.

La rete si è fatta notare nel tempo per le campagne di intimidazione online, le molestie e la diffusione di dati personali di persone considerate avversarie del gruppo. L’ideologia del movimento si intreccia con ambienti del maschilismo radicale, assumendo caratteristiche legate al nazionalismo russo e alla propaganda razzista.

Nel 2021 un tribunale russo ha dichiarato l’organizzazione guidata da Vladislav Pozdnyakov come estremista, vietandone le attività sul territorio nazionale. La decisione è arrivata dopo anni di denunce per le campagne d’odio promosse dai sostenitori. Il movimento ha tuttavia continuato a essere associato ad ambienti ultranazionalisti. Secondo le ricostruzioni delle agenzie AFP e ANSA, dopo l’invasione dell’Ucraina nel 2022 diversi esponenti legati a quell’area hanno espresso sostegno all’intervento militare di Mosca. Questo elemento contribuisce a spiegare l’attenzione degli analisti di sicurezza, pur senza dimostrare alcun coinvolgimento del governo russo negli allarmi bomba.

Il fondatore smentisce il coinvolgimento del gruppo

A complicare il quadro delle indagini è intervenuto lo stesso Vladislav Pozdnyakov. Secondo quanto riferito dall’agenzia Reuters, il fondatore della sigla ha negato che la struttura sia responsabile delle minacce, sostenendo che l’organizzazione non sia più attiva. Il creatore del canale ha affermato che chi impiega oggi quella denominazione per organizzare provocazioni nei Paesi dell’Unione europea agirebbe in modo autonomo, servendosi di un’identità altrui.

Intercettazioni dei caccia e deviazioni dei voli in Europa

Le conseguenze delle segnalazioni sono state concrete sui collegamenti aerei. Nella giornata di giovedì 5 novembre 2026 quasi 30 voli europei sono stati interessati da allarmi per possibili ordigni. Alcuni aerei hanno cambiato scalo, altri sono stati scortati da velivoli militari e altri ancora sono stati sottoposti a controlli straordinari dopo l’atterraggio. Fra gli episodi più significativi figura quello del volo Aer Lingus da Dublino a Roma, accompagnato da caccia francesi fino alla base militare di Évreux, in Normandia. Un aereo Wizz Air partito da Milano Malpensa e diretto a Varsavia è stato invece deviato su Vienna. In Bulgaria diversi collegamenti hanno ricevuto l’assistenza dell’aviazione militare durante le operazioni di atterraggio.

In nessuno dei controlli effettuati è stata confermata la presenza di materiale esplosivo. La ripetizione delle allerte sta alimentando il sospetto di una campagna organizzata di swatting, ovvero l’invio deliberato di false segnalazioni per provocare l’intervento delle forze di sicurezza e dei soccorsi.

Le indagini delle forze dell’ordine e le valutazioni dell’Unione Europea

L’ipotesi di un coordinamento internazionale è tra quelle valutate dagli investigatori. La Polizia postale e la Polizia di frontiera aerea stanno cercando di ricostruire la provenienza dei messaggi, analizzando gli indirizzi e i dati tecnici disponibili. L’obiettivo è capire se le comunicazioni siano partite da un’unica matrice oppure da soggetti differenti che hanno imitato il medesimo schema.

Secondo le prime ricostruzioni, alcune mail potrebbero essere state inviate attraverso account compromessi o servizi in grado di proteggere l’identità degli utenti. Non si esclude che gli episodi rientrino in una strategia di guerra ibrida, nella quale vengono utilizzati strumenti informatici e disinformazione per creare disagi senza ricorrere ad attacchi militari diretti. L’attribuzione delle responsabilità resta comunque aperta.

Anche il commissario europeo ai Trasporti Apostolos Tzitzikostas ha invitato alla prudenza, sottolineando come sia ancora presto per stabilire se tutti gli eventi registrati siano riconducibili a un’unica regia.