Le autorità di sicurezza della Germania hanno completato i rilievi sulle indagini relative al tentato attacco condotto tramite un velivolo senza pilota carico di materiale esplosivo presso lo scalo merci dell’aeroporto di Lipsia.
Mercoledì 2 settembre 2026, la Procura generale federale ha confermato l’individuazione di due sospettati: una persona di origine russa in possesso di passaporto lettone e un quarantenne di nazionalità bielorussa munito di passaporto della Federazione Russa. L’infrastruttura di trasporto era stata presa di mira in prossimità di alcuni aerei cargo destinati al supporto della risposta ucraina. Secondo le ricostruzioni investigative svolte tramite analisi del Dna, gli esecutori avrebbero collocato il dispositivo nell’area protetta dell’impianto per poi fare tempestivo rientro nel territorio russo.
Il nodo del permesso d’ingresso e le misure dell’Unione europea
I rilievi delle forze dell’ordine hanno consentito di tracciare le tappe dello spostamento dell’indagato bielorusso, evidenziando le modalità d’accesso all’interno dello spazio di libera circolazione Schengen.
Da fonti della Farnesina si apprende che:
L’individuato ha ottenuto un documento d’ingresso per ragioni turistiche rilasciato dall’ambasciata d’Italia a Minsk nel mese di aprile, pur senza avere mai effettuato alcun passaggio diretto all’interno dei confini della Penisola.
L’episodio ha spinto le istituzioni di Bruxelles a valutare un immediato inasprimento dei criteri per l’emissione dei permessi nei confronti dei cittadini residenti nei paesi dell’area ex sovietica. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha precisato che la struttura consolare ha svolto i controlli ordinari e che l’attenzione debba concentrarsi sulle condotte ostili e non sugli iter amministrativi.
Il vertice tra Commissione europea e Nato sulle strategie difensive
I vertici delle istituzioni europee e atlantiche si sono riuniti presso la sede del palazzo Berlaymont a Bruxelles per coordinare una risposta strategica unitaria. La sessantasettenne presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen e il cinquantanovenne segretario generale della Nato Mark Rutte hanno tenuto una conferenza stampa congiunta definendo l’accaduto come un vero e proprio attacco condotto con materiale militare sul suolo comunitario.

La vertice dell’esecutivo dell’Unione europea ha sottolineato che l’azione criminale avrebbe potuto causare ingenti danni e perdite di vite umane, evidenziando la volontà di intensificare il sostegno finanziario e militare a Kiev. Il vertice dell’Alleanza Atlantica ha aggiunto che le condotte sconsiderate della diplomazia di Mosca non riusciranno a scalfire la fermezza operativa delle nazioni alleate.
Le reazioni del Cremlino e le contromisure della diplomazia occidentale
Le istituzioni della Federazione Russa hanno respinto categoricamente ogni addebito relativo all’azione sabotatrice, definendo le ricostruzioni fornite dagli apparati d’oltralpe come un’invenzione priva di fondamento oggettivo. La diplomazia di Mosca ha sostenuto che l’intera vicenda rappresenti una manovra politica per giustificare nuove sanzioni. Di contro, i rappresentanti occidentali hanno ribadito che l’uso di tecniche di guerra ibrida sul suolo comunitario non rimarrà senza conseguenze, preannunciando un’ulteriore intensificazione delle misure di contenimento economico e diplomatico verso le reti informative d’oltrecortina.