Udienza generale

Leone XIV: «La guerra non costruisce la pace»

Il Pontefice richiama responsabilità, solidarietà e attenzione alle ingiustizie del presente

Leone XIV: «La guerra non costruisce la pace»

Leone XIV ha richiamato la responsabilità dei cristiani davanti alle contraddizioni del mondo contemporaneo, indicando nell’illusione che la guerra possa costruire la pace uno dei rischi da smascherare. Il tema è stato affrontato durante l’Udienza generale in piazza San Pietro, dedicata alla Costituzione pastorale Gaudium et spes e al rapporto tra Chiesa e società.

Il Pontefice è tornato tra i fedeli a bordo di una jeep bianca scoperta, salutando e benedicendo anche alcuni neonati, quindi ha proseguito il ciclo di catechesi dedicato ai documenti del Concilio Vaticano II. Nel suo intervento ha spiegato che la condivisione cristiana non può limitarsi a un atteggiamento passivo, ma deve spingere a farsi carico della realtà e a riconoscere le contraddizioni che segnano la vita personale e sociale.

Le contraddizioni del progresso

Tra gli esempi citati dal Papa c’è il progresso scientifico e tecnologico, capace di offrire possibilità sempre nuove ma accessibili soltanto ad alcuni e non sempre posto al servizio dell’essere umano. A questo squilibrio si affiancano una conoscenza più precisa delle leggi della vita sociale, senza una direzione condivisa da imprimere alla società, e una maggiore disponibilità di ricchezze e potenza economica che non ha eliminato fame e miseria per una parte consistente della popolazione mondiale.

Leone XIV ha collegato queste disuguaglianze anche alla consapevolezza che il futuro del pianeta è in gioco. Per questo, ha esortato i fedeli a uscire da ogni indifferenza verso gli avvenimenti, la storia e la vita delle persone, soprattutto in una fase segnata da cambiamenti rapidi e profondi. L’invito è ad ascoltare con il cuore, lasciarsi interpellare e partecipare, invece di restare spettatori disinteressati.

La Chiesa accanto agli ultimi

Secondo il Pontefice, con Cristo e sostenuti dalla forza dello Spirito, i credenti sono chiamati a farsi carico delle difficoltà dei fratelli, in particolare di chi è schiacciato da ingiustizia, discriminazione e violenza. Soltanto attraverso condivisione e impegno, ha osservato, è possibile arrivare a risposte adeguate alle sofferenze del presente, mantenendo la speranza nella gloria futura richiamata dalla fede cristiana.

Nel proseguire la riflessione su Gaudium et spes, il Papa ha ricordato che il documento affida alla Chiesa una responsabilità pastorale nel mondo contemporaneo: condividere gioie e dolori, favorire la conversione, testimoniare l’opera di Cristo e difendere poveri ed emarginati. La Chiesa è inoltre chiamata a leggere i segni dei tempi alla luce del Vangelo, affrontando questioni come il progresso tecnologico distribuito in modo diseguale e la persistenza della povertà.

Nei saluti ai fedeli di lingua inglese, Leone XIV ha ribadito che ciascuno deve contribuire ad accogliere e ascoltare le domande più profonde del cuore umano, rendendo presente l’amore misericordioso di Cristo. In conclusione, ha auspicato che gioia e speranza siano i tratti distintivi di una comunità capace di annunciare il Vangelo e di farsi prossima alle donne e agli uomini del proprio tempo.