Sistema federale

Elezioni Midterm Usa: guida a voto, seggi e regole

Martedì 3 novembre si rinnovano organi nazionali e locali, con procedure diverse per iscrizione, urne, posta e scrutinio

Elezioni Midterm Usa: guida a voto, seggi e regole

Le elezioni di metà mandato negli Stati Uniti sono in programma martedì 3 novembre. L’appuntamento rinnova una parte delle istituzioni federali e incide sugli equilibri politici dei due anni successivi, perché può modificare lo spazio di manovra della Casa Bianca nell’attuazione del proprio programma. Il presidente e il vicepresidente non sono invece direttamente sottoposti al voto.

Camera, Senato e governatori

Gli elettori sono chiamati a scegliere tutti i 435 membri della Camera dei rappresentanti, eletti in altrettanti collegi, e 35 dei 100 senatori. Trentatré seggi del Senato rientrano nel normale ciclo elettorale; due consultazioni suppletive sono previste in Florida e Ohio per assegnare i posti lasciati vacanti dopo l’uscita di Marco Rubio e J.D. Vance, già senatori prima di assumere rispettivamente gli incarichi di segretario di Stato e vicepresidente.

Il mandato dei deputati dura due anni. I senatori restano in carica sei anni e vengono rinnovati a rotazione, con circa un terzo dei seggi sottoposto al voto ogni due anni. Per la Camera ogni collegio elegge un rappresentante; per il Senato vota l’intero Stato, che dispone di due seggi indipendentemente dalla popolazione. Nella stessa giornata, in 36 Stati, si elegge anche il governatore. Le schede possono comprendere assemblee statali, autorità locali, referendum e proposte di iniziativa popolare.

La maggioranza alla Camera si raggiunge con 218 deputati, mentre al Senato servono 51 membri, oppure 50 se il vicepresidente può risolvere l’eventuale parità. Il partito che controlla un’assemblea stabilisce l’agenda, guida le commissioni e condiziona l’approvazione di leggi e finanziamenti. Il Senato deve inoltre confermare numerose nomine presidenziali, comprese quelle alla Corte suprema. La perdita della maggioranza non fa cadere automaticamente il governo, che non dipende dalla fiducia del Congresso; tuttavia può aprire una fase di negoziati e di governo diviso.

Registrazione, documenti e modalità di voto

Le regole cambiano sensibilmente da uno Stato all’altro. Per votare alle elezioni federali occorre essere cittadini statunitensi, avere almeno 18 anni entro il giorno del voto e rispettare i requisiti di residenza. In 49 Stati è richiesta la registrazione, mentre il North Dakota non prevede una registrazione generale. In 19 Stati e nel Distretto di Columbia è possibile iscriversi anche il giorno delle elezioni.

Anche l’identificazione al seggio segue procedure diverse: secondo la National Conference of State Legislatures, 36 Stati chiedono o impongono un documento. Se emergono dubbi sull’identità o sull’iscrizione, può essere utilizzata una scheda provvisoria, conteggiata solo dopo la verifica dei requisiti. Il voto può essere espresso su scheda cartacea, con dispositivi elettronici, di persona in anticipo oppure per posta. Oltre il 98% delle giurisdizioni elettorali utilizza sistemi che producono una registrazione cartacea del voto.

In 29 Stati è possibile richiedere una scheda postale senza indicare una motivazione; in 13 occorre rientrare in una categoria prevista dalla legge o fornire una giustificazione. Otto Stati e il Distretto di Columbia inviano automaticamente le schede agli elettori attivi registrati. La restituzione può avvenire per posta, di persona o tramite apposite cassette, le ballot drop box, dove autorizzate. Le scadenze dipendono dalla legislazione locale: 35 Stati richiedono che la scheda arrivi entro il giorno delle elezioni, mentre altri accettano in determinate condizioni quelle ricevute successivamente.

Gli americani residenti all’estero possono votare per corrispondenza facendo riferimento allo Stato della propria residenza elettorale, anche attraverso il Federal Post Card Application. I residenti permanenti privi di cittadinanza non possono votare per il Congresso; per le persone condannate per reati, invece, le limitazioni variano in base alla legge dello Stato e alla situazione della pena.

Il peso politico del risultato

Il risultato nasce da centinaia di gare locali e il maggior numero complessivo di voti nel Paese non garantisce la maggioranza dei seggi. Le consultazioni di metà mandato sono considerate un test per l’amministrazione in carica: dal 1934 al 2022 il partito del presidente ha perso seggi alla Camera in 20 casi su 23. La tendenza non è però una regola automatica. A incidere sono la popolarità del presidente, l’andamento economico e la capacità dei partiti di mobilitare gli elettori, in un’appuntamento che registra normalmente un’affluenza più bassa rispetto alle elezioni presidenziali.