Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump avrebbe lasciato l’aereo presidenziale dopo essere salito a bordo davanti alle telecamere, nell’ambito di un’operazione di depistaggio legata a una possibile minaccia iraniana. La notizia è stata riferita dal Washington Post, che ha ricostruito l’episodio avvenuto il mese scorso durante il trasferimento dalla Turchia alla Gran Bretagna.
La partenza inscenata
Secondo quanto riportato dal quotidiano statunitense, l’operazione sarebbe stata predisposta dopo un avvertimento su un possibile attentato contro il capo della Casa Bianca. Trump sarebbe salito sull’Air Force One in presenza delle telecamere, alimentando l’impressione che avrebbe viaggiato sul velivolo presidenziale per la tratta successiva.
Poco dopo, però, il presidente avrebbe lasciato segretamente l’aereo utilizzando un camion per il catering. Da quel mezzo sarebbe stato trasferito su un altro aereo militare, con l’obiettivo di rendere più difficile individuare il suo effettivo itinerario. Il testo non specifica quale fosse il secondo velivolo né fornisce ulteriori dettagli sull’avvertimento ricevuto.
L’aereo usato come esca
L’Air Force One sarebbe quindi decollato senza Trump, ma con a bordo giornalisti e personale della Casa Bianca. Il volo avrebbe avuto la funzione di aereo esca, mantenendo inalterata l’apparenza della partenza presidenziale e contribuendo al piano di sicurezza adottato durante il viaggio.
La ricostruzione è stata rilanciata anche attraverso un post pubblicato su X da Nick Sortor, corredato da un video e da una descrizione dai toni spettacolari. Il messaggio definiva l’operazione una sorta di missione da film, ma le informazioni riportate dal Washington Post si limitano a riferire il cambio riservato di aereo e il contesto della possibile minaccia iraniana.
L’episodio si inserisce nelle misure di protezione adottate per gli spostamenti del presidente americano. Al momento, sulla base degli elementi presenti nella ricostruzione, non vengono indicati arresti, attacchi o altri sviluppi collegati all’allarme. La vicenda riguarda dunque una procedura preventiva e un cambio di programma mantenuto riservato per ragioni di sicurezza.