Donald Trump ha riaperto il tema di una possibile candidatura alla presidenza degli Stati Uniti nel 2028, pur riconoscendo che il limite previsto dalla legge rende l’ipotesi particolarmente complessa. Il presidente ne ha parlato con i giornalisti al rientro da un evento in Ohio, rispondendo alle domande sulla possibilità di cercare un terzo mandato.
«Tutti mi fanno questa domanda. Mi piacerebbe correre. Ma la legge è molto ferrea su questo», ha detto Trump, riferendosi al vincolo che limita a due i mandati presidenziali. Il tycoon ha aggiunto che la richiesta gli sarebbe stata rivolta anche durante l’evento, dove alcuni partecipanti avrebbero urlato il riferimento al 2028. «Tutti vorrebbero che lo facessi», ha concluso, ribadendo però la severità della norma.
Il trasferimento riservato dalla Turchia
Nel corso dello stesso colloquio, Trump ha risposto anche alle domande sul trasferimento organizzato il mese precedente dopo il vertice Nato in Turchia. Secondo le indiscrezioni pubblicate dal Washington Post e confermate da altri media statunitensi, il presidente sarebbe stato fatto partire in modo riservato a bordo di un velivolo militare diverso dall’Air Force One.
Trump ha spiegato di essersi attenuto alle indicazioni del Secret Service e dell’esercito. «Volevano che prendessi un volo diverso, un aereo diverso, con la stessa sicurezza», ha riferito, aggiungendo di ricevere molte minacce. Il presidente ha detto di non aver chiesto informazioni dettagliate sulla natura del pericolo, ma ha collegato il cambio di aereo a una possibile minaccia iraniana.
Stando a quanto riferito da due funzionari statunitensi al New York Times, l’intelligence americana aveva raccolto informazioni su un rischio specifico: il possibile impiego di un missile terra-aria contro l’Air Force One. Le autorità avrebbero inoltre saputo che una persona nelle vicinanze del vertice Nato era stata vista con un missile portatile e che gli iraniani conoscevano con precisione il luogo in cui Trump alloggiava ad Ankara, compreso il piano dell’edificio.
La minaccia sarebbe emersa l’8 luglio, mentre Trump si preparava ad affrontare l’ultima giornata del vertice. Il piano prevedeva, secondo le ricostruzioni citate dai media, che il presidente venisse trasferito di nascosto all’interno di un camion destinato al catering e poi imbarcato su un altro aereo. Trump ha osservato che il velivolo utilizzato per lasciare la Turchia poteva essere considerato più esposto, perché ritenuto presumibilmente il bersaglio più probabile.
A bordo anche esponenti dell’amministrazione
Sullo stesso aereo, sempre secondo i due funzionari citati dal quotidiano newyorkese, avrebbero viaggiato il segretario di Stato Marco Rubio, il segretario al Tesoro Scott Bessent, il consigliere per la politica interna Stephen Miller e il direttore delle comunicazioni della Casa Bianca Steven Cheung.
Trump ha infine detto di non essere preoccupato per le minacce, sostenendo che ogni presidente di rilievo ne riceve molte. La sua dichiarazione sul possibile ritorno nel 2028 resta quindi accompagnata dal riconoscimento dell’ostacolo costituito dal limite dei due mandati, mentre il racconto del trasferimento in Turchia si inserisce nel quadro delle misure di sicurezza adottate per proteggerlo.