Pressione migratoria

Ceuta e Melilla blindate contro nuovi arrivi irregolari

Frontex rileva 11.217 attraversamenti sulla rotta occidentale nei primi sette mesi; Rabat, Madrid rafforzano i controlli

Ceuta e Melilla blindate contro nuovi arrivi irregolari

Le autorità di Marocco e Spagna hanno rafforzato i dispositivi di sicurezza intorno a Ceuta e Melilla, le due exclave spagnole sulla costa nordafricana, dopo gli appelli circolati sui social per un nuovo tentativo di attraversamento il 15 agosto. La mobilitazione arriva a pochi giorni dagli eventi di fine luglio, che secondo alcune organizzazioni non governative hanno provocato la morte di 140 migranti.

In territorio marocchino, l’area di Fnideq, la Castillejos spagnola, è stata presidiata da centinaia di poliziotti, gendarmi e militari. Secondo l’agenzia Efe, i controlli sono stati estesi alla strada proveniente da Tangeri, mentre reparti antisommossa sono stati dislocati a pochi chilometri dalla frontiera. Alcuni tratti della spiaggia sono stati chiusi e due unità della Marina reale sono state posizionate al largo.

Dispositivi rafforzati sui due lati

Il quotidiano El Mundo riferisce di oltre mille uomini schierati dal Marocco. Rabat ha comunicato di aver adottato tutte le misure necessarie per impedire nuovi passaggi illegali e ha annunciato arresti nei confronti delle persone ritenute responsabili della diffusione degli appelli online.

Anche sul versante spagnolo è stato incrementato il numero degli agenti: polizia e Guardia civil sono passate da poco più di 1.100 a circa 1.600 unità, con l’appoggio di 2.000 militari. Madrid intende inoltre accelerare le espulsioni dei circa 5.000 migranti irregolari ancora presenti a Ceuta. Il ministro dell’Interno Fernando Grande-Marlaska ha avvertito che chi tenterà il passaggio non resterà nella città, non sarà trasferito nella penisola e non verrà regolarizzato.

La situazione lungo la frontiera si inserisce in un quadro europeo caratterizzato da andamenti differenti. Nei primi sette mesi del 2026, l’agenzia Frontex ha registrato 11.217 attraversamenti sulla rotta del Mediterraneo occidentale, il 37% in più rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente: 8.648 via mare e 2.569 via terra. I dati, precisa l’agenzia europea della guardia di frontiera e costiera, non comprendono ancora gli eventi più recenti verificatisi a Ceuta e Melilla.

Flussi in calo sulle altre rotte

Quella occidentale è l’unica tra le principali rotte migratorie dirette verso l’Unione europea a segnare un incremento. Sulla rotta del Mediterraneo orientale gli attraversamenti sono stati 20.232, con una diminuzione del 28%, mentre su quella centrale si sono fermati a 16.454, in calo del 55%. La rotta dell’Africa occidentale ha registrato 4.682 attraversamenti, il 60% in meno; quella dei Balcani occidentali 4.910, in diminuzione del 26%. Alla frontiera terrestre orientale il dato è di 3.209, con un calo del 44%. Per Frontex, la tendenza riflette soprattutto la cooperazione tra i Paesi partner e le misure preventive adottate nei principali Paesi di partenza.

Sullo sfondo resta il confronto tra Italia e Germania sui cosiddetti dublinanti. Roma ha comunicato a Berlino che non accetterà il rientro di alcuni migranti transitati dall’Italia, in riferimento a casi precedenti al 12 giugno, data di entrata in vigore del nuovo Patto europeo. Il governo italiano considera quelle situazioni comprese nell’intesa raggiunta con la Germania nel dicembre 2025. Nella comunicazione è stato richiamato anche il meccanismo di compensazione relativo agli sbarchi in Italia effettuati da navi di organizzazioni non governative tedesche. Finora dal governo del cancelliere Merz non è arrivata una risposta ufficiale.

Roma mantiene infine la sospensione temporanea di Schengen nei confronti della Spagna. Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha ribadito che il provvedimento sarà revocato soltanto quando saranno completamente esclusi i rischi per la sicurezza nazionale.