Per cinque notti tre famiglie palestinesi sono rimaste isolate nelle proprie abitazioni a causa dell’azione condotta da decine di coloni israeliani. Gli occupanti si sono accampati davanti agli immobili a Qusra, villaggio a sud di Nablus nella Cisgiordania occupata, bloccando le vie di accesso e tagliando le forniture di acqua ed elettricità. La vicenda iniziata nella giornata di domenica 09 agosto 2026 ha provocato la presa di posizione dell’ambasciatore degli Stati Uniti in Israele, Mike Huckabee, che ha definito gli autori dell’assedio “terroristi israeliani” e parlato di un “orribile atto di terrore”.
“Le azioni di coloro che hanno compiuto questo orribile atto di terrore sono ripugnanti”, ha dichiarato Mike Huckabee, precisando che la rappresentanza diplomatica americana ha sollecitato l’intervento delle forze armate e della polizia d’Israele. L’ambasciatore ha inoltre qualificato gli eventi come un’azione criminale.
Le condizioni dei residenti e l’intervento dell’esercito israeliano
All’interno degli edifici sono rimaste bloccate circa 15 persone, compresi due bambini. Tra i residenti bloccati figuravano Qusai Abu Rida e il figlio adolescente; l’immobile risulta di proprietà del fratello Loui Ridi, cittadino palestinese-americano residente in Ohio che ha monitorato gli eventi tramite impianti di videosorveglianza. Gli abitanti hanno segnalato lanci di pietre e danneggiamenti. Anche le forze armate israeliane hanno condannato l’azione definendola “illegale, riprovevole e inaccettabile”, dichiarando il territorio di Qusra zona militare chiusa.
I militari dell’Idf hanno proceduto allo smantellamento di due avamposti illegali e al fermo di un cittadino israeliano. Il sindaco locale Abdel Azim Wadi ha riferito della presenza residua di coloni nella zona. L’apparato militare ha inoltre avviato verifiche su un filmato che ritrae personale in uniforme durante momenti di preghiera con i coloni accampati.
Il cambio di linea della diplomazia statunitense
La dura presa di posizione del rappresentante diplomatico Mike Huckabee, storicamente vicino al movimento degli insediamenti, evidenzia un’evoluzione nel linguaggio formale di Washington. Pur in assenza di una rottura politica con il governo guidato da Benjamin Netanyahu, l’uso della definizione di terroristi verso cittadini israeliani segna un passaggio rilevante per l’amministrazione di Donald Trump.
I dati dell’Onu e l’escalation nella regione
Secondo le rilevazioni delle Nazioni Unite, la comunità di Qusra rappresenta il centro abitato con il maggior numero di attacchi subiti nel corso dell’anno. La rete televisiva Kan ha riportato i dati delle autorità di sicurezza israeliane relativi al primo semestre dell’anno, evidenziando 660 episodi di violenza rispetto ai 405 dello stesso periodo precedente, registrando un incremento del 63%. Nel medesimo lasso temporale, le autorità hanno dichiarato zona militare chiusa anche la località di Taybeh.
Mentre si svolgevano gli interventi nel villaggio, il ministro della Difesa israeliano Israel Katz ha presenziato alla ricostruzione di un insediamento evacuato nel 2005, affermando: “L’era dei ritiri e delle espulsioni è finita. Inizia l’era della costruzione e del sionismo”. La Cisgiordania conta attualmente circa 2,8 milioni di residenti palestinesi e oltre 560.000 coloni israeliani.